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Centocelle, 16enne aggredisce la madre e poi i soccorsi: morta in ospedale

Centocelle, 16enne aggredisce la madre e poi i soccorsi: morta in ospedale

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Un ragazzo di 16 anni ha chiamato il numero unico delle emergenze nel primo pomeriggio di domenica a Centocelle, zona est di Roma, ammettendo di aver aggredito la madre. Quando la polizia è arrivata lo ha trovato seduto all’ingresso del palazzo con la maglietta sporca di sangue. Al telefono aveva detto: «venite, l’ho picchiata, forse è morta». Per ragioni di privacy i nomi utilizzati sono di fantasia.

I fatti a Centocelle

L’intervento degli agenti delle Volanti, della Squadra Mobile e della Scientifica è scattato intorno alle 14.30. La donna, che avrebbe compiuto 50 anni a dicembre, era nell’appartamento al primo piano insieme al figlio. Secondo una prima ricostruzione è stata colpita a mani nude e sarebbe caduta a terra, con un possibile trauma alla testa o un impatto con un oggetto. Sarà l’autopsia a chiarire i dettagli. Soccorsa ancora in vita, è stata trasferita d’urgenza al policlinico Tor Vergata, dove è deceduta dopo alcune ore. Il 16enne, che ha compiuto gli anni ai primi di agosto, è stato ricoverato nel reparto di Psichiatria del policlinico Umberto I.

Le testimonianze dei residenti

Nello stabile nessuno riferisce di aver udito grida o richieste di aiuto. «un bel ragazzo» dicono i vicini. «Si sono trasferiti qui al più tardi tre anni fa», ricorda una residente. Un’altra aggiunge: «Se ci fossimo accorti di qualcosa, avremmo dato l’allarme ma non ce n’era stato mai il bisogno». E ancora: «Erano quasi degli invisibili - ricordava ancora la donna affacciata al balcone - lei la conoscevo, è capitato che parlassimo, non aveva più il marito, scomparso anni fa, e con il figlio era venuta ad abitare qui. Una donna molto dignitosa che lavorava come dog-sitter o come badante. Si dava sempre molto da fare, mi ricordo anche la tenacia con cui per un periodo ha affrontato una malattia, e il figlio andava a scuola, sì, era taciturno e silenzioso ma non credevamo che avesse dei problemi e chissà come avrebbero potuto affrontarli». Un giovane che abita di fronte spiega: «Mi hanno detto che c’era molto sangue - dice un giovane che abita nell’appartamento di fronte - io stavo dormendo quando è accaduto, ho capito soltanto dopo e non riuscivo a crederci».

Le verifiche degli inquirenti

Gli investigatori hanno effettuato un lungo sopralluogo nell’abitazione, repertando diversi oggetti utili alle analisi. Il sedicenne sarà nuovamente ascoltato dagli inquirenti e dalla Procura minorile, con il supporto degli psicologi. Restano da chiarire le cause dell’aggressione, mentre nel palazzo prevalgono incredulità e sgomento per una vicenda che, fino a ieri, non aveva fatto emergere segnali di allarme.