"Mettere per strada una donna di cento anni, che da decenni risiede nel complesso di via Badoero alla Garbatella, non è soltanto un atto inaccettabile, ma una vera e propria barbarie che interroga direttamente la coscienza di chi governa questa città. La drammatica vicenda della signora Pina rappresenta un punto di non ritorno e fotografa, in tutta la sua durezza, il totale fallimento delle attuali politiche abitative capitoline".
Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, segretario romano del Partito della Rifondazione Comunista e membro della direzione nazionale, annunciando l'adesione formale del partito alla mobilitazione dei residenti.
"Nel sottoscrivere il drammatico appello delle inquiline e degli inquilini, le cui denunce stanno trovando in queste ore ampio riscontro anche sulle cronache della stampa cittadina – spiega Barbera – emergono dati che svelano un paradosso insultante per Roma. Come evidenziato dai comitati e dai media locali, si usa il pugno di ferro contro una centenaria proprio mentre, all'interno dello stesso comprensorio gestito dal Fondo Fabrica Immobiliare per conto di Cassa Forense, oltre cento appartamenti restano sbarrati, vuoti e inutilizzati. Una situazione speculare a quella segnalata nei complessi di via Rava, viale Marconi e via Toscani: stabili nati storicamente per garantire una funzione sociale a lavoratori e famiglie, oggi completamente congelati e sottratti alla città in nome delle logiche della rendita".
"I fatti che emergono dall'appello e dalle inchieste giornalistiche – incalza l'esponente di Rifondazione – si inseriscono nel quadro di un'emergenza abitativa romana ormai fuori controllo, alimentata dall'inerzia istituzionale. La Capitale è ferita ogni anno da migliaia di provvedimenti di sfratto, quasi tutti per morosità incolpevole, e si posiziona stabilmente ai vertici delle classifiche nazionali per esecuzioni forzate. Di fronte a decine di migliaia di famiglie in lista d'attesa per un alloggio ERP e al blocco burocratico del patrimonio degli enti previdenziali e dell'Inps, le istituzioni stanno permettendo che i quartieri storici perdano residenti, relazioni sociali e identità perché il costo dell'abitare è diventato insostenibile".
"Chiediamo al Sindaco Gualtieri, alla Giunta Capitolina e alla Regione Lazio un immediato sussulto di dignità: si intervenga per bloccare lo sfratto di Pina e si apra un tavolo di confronto istituzionale con la proprietà per tutelare gli inquilini e restituire a questi immobili la loro originaria funzione sociale. Il 9 luglio, dalle ore 8.00, saremo al fianco dei residenti al presidio davanti ai palazzi di via Badoero 51 e 61: opporsi a questo sfratto è un dovere morale per il futuro di Roma, per ribadire che la casa deve essere tutelata come un diritto e non trattata come una merce", conclude Barbera.
Max