Cecilia Sala arrestata in Iran, interviene Giorgia Meloni: "Lavoriamo per riportarla a casa". La giornalista romana prelevata in albergo e arrestata senza accuse. Il caso dell'iraniano fermato a Malpensa
"Lavoriamo per riportarla a casa": le parole della Meloni
Secondo quanto trapelato, la giornalista del Foglio e autrice di podcast sarebbe stata prelevata il 19 dicembre scorso dall'albergo dove soggiornava, a Teheran, e portata nel carcere di Evin, alla periferia della Capitale, in una cella di isolamento. Si tratterebbe dello stesso istituto dove era stata rinchiusa per 45 giorni la travel blogger Alessia Piperno e dove vengono imprigionati i dissidenti. I motivi del fermo non sono ufficialmente noti perché contro Sala non è stata formalizzata alcuna accusa specifica, tranne generici riferimenti a "comportamenti illegali".
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che sta seguendo "con costante attenzione la complessa vicenda di Cecilia Sala" fin dal giorno del fermo. E si tiene "in stretto collegamento con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e con il sottosegretario Alfredo Mantovano", al fine di "riportare a casa al più presto la giornalista italiana". Così recita la nota di Palazzo Chigi.
"D'accordo con i suoi genitori", sottolinea la Presidenza del Consiglio, "tale obiettivo viene perseguito attivando tutte le possibili interlocuzioni e con la necessaria cautela, che si auspica continui a essere osservata anche dai media italiani".
"Ha iniziato a fare i suoi incontri" ha detto Mario Calabresi, il direttore di Chora Media per la quale la giornalista realizza il podcast 'Stories'. "Era seguita da un fixer dell'Ambasciata. Aveva fatto le prime tre puntate di Stories".
"Venerdì 20 - dice Calabresi - doveva tornare in Italia ma il giorno prima è scomparsa. Il telefono è diventato muto. Ci ha preoccupato molto perché Cecilia è una giornalista molto scrupolosa, puntuale, metodica, che lavora con molta cura delle cose e non ha mai ritardato l'invio del suo podcast oppure avvisava. Quel giorno il suo podcast doveva arrivare verso le 14.30 ma non ha mandato nulla e non aveva fatto il check in dell'aereo e quindi era evidente che era successo qualcosa. È stata avvisata l'unità di crisi della Farnesina. Non ha preso l'aereo e non è partita. Soltanto a metà giornata del giorno dopo ha potuto fare una telefonata a sua madre". Il governo italiano, ha aggiunto Calabresi, "è il soggetto che può fare" e "sin dal primo minuto la Farnesina, Palazzo Chigi sono stati molto presenti e molto attivi".