La Farnesina ha preso una posizione decisa sulla detenzione di Cecilia Sala, giornalista italiana arrestata in Iran il 19 dicembre scorso. L’ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri, è stato convocato per discutere il caso, su iniziativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Durante l’incontro, il segretario generale Riccardo Guariglia ha formalizzato una serie di richieste per garantire i diritti della connazionale.
Sala, le richieste del governo italiano
Tra le priorità espresse dall’Italia figura la liberazione immediata di Cecilia Sala, entrata regolarmente in Iran con un visto giornalistico. La Farnesina ha inoltre sottolineato la necessità di assicurare condizioni di detenzione rispettose dei diritti umani e l’accesso all’assistenza consolare. È stato chiesto che l’ambasciata italiana a Teheran possa visitare la giornalista e fornirle beni di prima necessità, finora negati dalle autorità locali.
La difficile situazione in carcere
La giornalista è detenuta nel carcere di Evin, noto per le dure condizioni riservate ai prigionieri. Come riportato dal Corriere della Sera, Sala ha potuto telefonare ai suoi familiari e al compagno, raccontando le difficoltà affrontate. Dorme a terra su una coperta, senza materasso, in una cella stretta e illuminata 24 ore su 24 da una luce al neon. Nonostante le promesse, non ha ricevuto pacchi con cibo, vestiti caldi o libri, né strumenti per migliorare il suo stato di detenzione.
Pressioni diplomatiche per una soluzione
L’Italia sta intensificando le pressioni diplomatiche per risolvere rapidamente la situazione. Il caso di Cecilia Sala è seguito con attenzione, sia per garantire la sua sicurezza che per riaffermare l’importanza del rispetto dei diritti umani. La Farnesina ha ribadito la sua determinazione a ottenere una risoluzione positiva, mantenendo il dialogo aperto con le autorità iraniane.