"Riaprite le indagini su Roberto Speranza: ci sono nuove prove contro di lui”. A chiederlo sono gli avvocati di “Ascoltami”, il comitato che riunisce persone danneggiate dai cosiddetti vaccini anti Covid.
La posizione dell'ex ministro della Salute, indagato per diversi gravi reati (dall'omicidio alla somministrazione di farmaci imperfetti), venne archiviata dal Tribunale dei ministri. La denuncia era stata presentata non soltanto dal comitato Ascoltami, ma anche dal sindacato "Finanzieri democratici", dal sindacato dei poliziotti OSA e dalla senatrice Bianca Laura Granato.
Secondo i denuncianti, dopo l'archiviazione, sarebbero emerse nuove fonti di prova che imporrebbero una riapertura del caso.
Prima tra tutte la dichiarazione dell'Agenzia italiana del farmaco (l'AIFA) che ha messo nero su bianco una verità nota sin dall'inizio della campagna di vaccinazione di massa ma sempre nascosta o - nella migliore delle ipotesi - ignorata: “nessun vaccino COVID-19 approvato presenta l’indicazione “prevenzione della trasmissione dell’infezione dall’agente Sars cov-2”.
Aifa fu costretta ad ammettere questa verità in un documento, datato 19 luglio 2024, emanato in risposta alla richiesta di FOIA dell'associazione Arbitrium Pronto Soccorso giuridico.
Il fatto che i vaccini non siano stati creati per impedire la trasmissione dei contagi smonta e rende del tutto inutile - e dunque incomprensibile - la pretesa di obbligare categorie professionali al vaccino e a imporre alla popolazione il green pass.
Mentre l'ex ministro Speranza uscì dalla vicenda giudiziaria con l'archiviazione, risulta ancora aperta per i medesimi fatti la posizione di Nicola Magrini, all'epoca direttore di AIFA.
A Camelot - una Tavola Rotonda per la Verità" interviene Bianca Laura Granato.