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Caso Purgatori: rinviati a giudizio quattro medici, i figli: "Oggi ci si avvicina di un altro passo alla verità"

Caso Purgatori: rinviati a giudizio quattro medici, i figli: "Oggi ci si avvicina di un altro passo alla verità"

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Rinviati a giudizio i quattro medici che ebbero in cura il giornalista e autore televisivo Andrea Purgatori, scomparso nel luglio 2023. La decisione è stata assunta dalla gip Paola Petti al termine di una lunga udienza, dopo aver ascoltato le parti secondo prassi, con la contestazione del reato di omicidio colposo a carico di Gianfranco Gualdi, Claudio Di Biasi, Maria Chiara Colaiacomo e Guido Laudani.

Il provvedimento della gip

Secondo l’accusa, il giornalista de La7, pur affetto da un tumore, avrebbe avuto un’aspettativa di vita più lunga. Per la Procura, che ha disposto una consulenza, furono diagnosticate metastasi cerebrali inesistenti, trascurando altre condizioni cliniche. La gip ha motivato contestualmente il provvedimento.

Le contestazioni della Procura

Al centro del fascicolo vi è una risonanza magnetica letta dai radiologi Gualdi, Di Biasi e Colaiacomo, poi finita sotto esame del pm Giorgio Orano. Tra le patologie che sarebbero state sottovalutate viene indicata un’endocardite, ritenuta causa del decesso e potenzialmente trattabile con un comune antibiotico. La denuncia era stata presentata dai figli di Purgatori, assistiti dagli avvocati Michele e Alessandro Gentiloni, che segnalarono presunte negligenze.

Le reazioni delle parti

«Soddisfatti per la decisione che conferma la convinzione che nella gestione sanitaria di Andrea Purgatori siano stati commessi a diversi livelli gravi errori» commenta Gentiloni. Dal fronte della difesa, il legale di Laudani, Nicola Madia, osserva: «non condividiamo la decisione».

Infine la nota dei figli Edoardo, Ludovico e Victoria: «Sono passati quasi tre anni dalla scomparsa di nostro padre. Tre lunghissimi anni in cui abbiamo dovuto fare i conti con molte domande rimaste senza risposta, con versioni dei fatti che non tornavano, e con la sensazione che ciò che era realmente accaduto faticasse a emergere. Lentamente ma inesorabilmente, i nodi sono venuti al pettine.Quelle domande che per molto tempo ci hanno attanagliato hanno trovato nuovamente un riscontro. Oltre al rinvio a giudizio dei quattro medici coinvolti, sono state chiamate a rispondere come responsabili civili anche le due prestigiose cliniche, Pio XI e Villa Margherita, nelle quali nostro padre era stato preso in cura e che mai hanno chiesto scusa, cercando di uscire dal processo. Oggi ci si avvicina di un altro passo alla verità. Servirà ancora tempo per dimostrare le dinamiche che in soli due mesi e mezzo hanno portato alla morte di nostro padre, ma confidiamo nella legge italiana che dal primo giorno ci ha portati fin qui. E di una cosa siamo certi: nostro padre, guardandoci da lassù, è sicuramente fiero che la ricerca della verità, per cui lui tanto si è battuto, venga portata avanti anche dai suoi tre figli. Ci manchi ogni giorno, in ogni istante, e ti portiamo sempre con noi».