Un rapporto pieno di omissioni. Un tentativo di depistaggio nelle indagini per ricostruire la verità su quanto accaduto la mattina del 25 luglio nell’appartamento a Primavalle quando Hasib Omerivic è precipitato dalla finestra. Il giovane disabile era terrorizzato e ha scavalcato la finestra da cui poi è caduto perché cercava una via di fuga dalle violenze fisiche e psicologiche dirà mesi dopo la procura nell’ordinanza d’arresto del poliziotto Andrea Pellegrini.
Lo stesso che aveva portato le foto del ragazzo per documentare un’operazione svolta correttamente, nelle quali si capiva che il giovane sta bene. Invece proprio da quelle foto i pm hanno riconosciuto i segni sui polsi, quelle escoriazioni causate dal cavo elettrico usato per legare le mani. Una conferma al racconto fatto agli inquirenti da un collega pentito. Uno degli agenti del commissariato Primavalle presenti quel 25 luglio e indagati perché avrebbero contribuito ad annotare un falso verbale.
Un tentativo maldestro scoperto dalla stessa Polizia durante le indagini. Il 5 settembre, riporta La Repubblica, due ispettori di polizia si sarebbero scambiati un messaggio Whatsapp contenuto nell'ordinanza d'arresto: “Pariamoci il culo. L’onda di merda quando arriva sommerge tutti”. La raccomandazione sarebbe stata di far svolgere "bene bene le indagini perché le cose non stanno come hanno scritto gli operanti". Sarebbe stato chiaro quindi che gli agenti tentavano di depistare e perciò l'indicazione era, approfondire i fatti riportati dai colleghi perché probabilmente falsi. (eg)