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Caso Gregori: botola murata e sotterraneo sotto il bar di via Nomentana

Caso Gregori: botola murata e sotterraneo sotto il bar di via Nomentana

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A Roma emergono nuovi elementi sul caso Mirella Gregori. Nel locale al civico via Nomentana 81, dove la quindicenne fu vista l’ultima volta il 7 maggio 1983, esistono un ampio locale sotterraneo e una botola murata, oltre a una porticina secondaria sul retro. Le novità, dopo le richieste rimaste senza risposta al Catasto di Roma da parte della Commissione parlamentare d’inchiesta, sono state riscontrate tramite una verifica sul posto del Corriere.

Nuove evidenze in via Nomentana

Sotto il pavimento dell’attuale esercizio (un tempo bar «Italia», noto come «da Baffo») si trova un piano interrato con metratura corrispondente al livello stradale, largo circa 3,5-4 metri e lungo non meno di 25, descritto come un ambiente simile a un vagone. Si tratta di un antro privo di sfiati e finestre, infestato da insetti e roditori. L’accesso originario, una botola, risulta oggi chiuso da una robusta colata di cemento: per ispezionarlo servirebbe demolire il pavimento e calarsi con funi. All’estremità del locale è presente anche una uscita sul retro, che immette in una chiostrina interna.

I quesiti della commissione

La Commissione bicamerale sul caso Orlandi-Gregori, orientata a verificare l’ipotesi del «delitto a km 0», ha interpellato gli uffici competenti per chiarire la struttura del civico 81. In audizione sono state rivolte due domande chiave: «Al civico 81, è stata evidenziata o no la presenza di locali e cantine sotterranei?» e «Ma andando in fondo, il locale è cieco o ci sono due uscite?» Le risposte hanno lasciato margini di incertezza: «Come vedete dalle piantine proiettate a schermo, la nostra indagine è stata estesa anche ai piani seminterrati - è stata la risposta del dottor Balestri - ma non abbiamo riscontrato la presenza di cantine al piano seminterrato». E ancora: «Dalla documentazione catastale non si comprende. Bisognerebbe fare un sopralluogo. Presidente, il problema è che abbiamo rilevato incoerenze...»

Documenti e possibili sviluppi

Una richiesta all’Archivio di Stato ha ricostruito l’origine dell’edificio, sorto a fine Ottocento come «casa con sotterra, corte e botteghe di 88 vani su 7 livelli (sotterraneo, terreno, ammezzato, 1°/4° piano) in casa di abitazione», confermando che spazi interrati erano previsti fin dall’impianto. Alla luce della botola cementata e della uscita secondaria, non si esclude un sopralluogo ufficiale per verificare sul campo lo stato dei luoghi a due passi da Porta Pia, nel cuore di Roma.