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Case popolari Roma: oltre 5000 accessi utenti allo sportello in 6 mesi, nuovo bando in arrivo

Case popolari Roma: oltre 5000 accessi utenti allo sportello in 6 mesi, nuovo bando in arrivo

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La domanda di case popolari a Roma continua a crescere in modo esponenziale, con 16.346 persone già in lista d'attesa secondo l'ultima graduatoria di giugno. Il problema è stato confermato dai dati raccolti dagli sportelli del Segretariato sociale del Dipartimento Patrimonio, che in sei mesi hanno registrato numeri record di contatti. Circa 5.000 persone si sono rivolte allo sportello fisso di piazza Giovanni da Verrazzano, mentre il "Punto Abitare on the road", un ufficio mobile del Comune, ha assistito 135 individui da giugno a fine luglio. Le richieste si concentrano principalmente sulla disperata necessità di un'abitazione, con l'amministrazione comunale che si impegna a fornire risposte concrete.

Chi cerca le case popolari a Roma

L'attività degli sportelli comunali ha permesso di delineare un quadro preciso delle persone che si trovano in emergenza abitativa a Roma. La problematica colpisce in modo quasi equivalente sia cittadini italiani che stranieri. Come riportato da Repubblica, nello sportello fisso, la maggior parte delle domande (64%) è arrivata da cittadini immigrati (3.275 casi).

Al contrario, il "Punto Abitare on the road", che ha operato prevalentemente nelle periferie di Roma Est durante l'estate, ha registrato una prevalenza di cittadini italiani (98 su 135 richieste), rispetto ai 37 stranieri, provenienti soprattutto da Egitto, Marocco, Nigeria, Bosnia e Romania.

Un dato significativo riguarda la composizione di genere: le donne rappresentano il 56% delle persone che hanno cercato aiuto, confermando una loro maggiore vulnerabilità in questo ambito.

La varietà delle richieste di case popolari

Gli sportelli del Segretariato sociale non si limitano a gestire le richieste di alloggi popolari. Le interazioni con gli operatori comunali sono state diverse e complesse. La maggioranza dei contatti, 2.876 casi allo sportello fisso e 78 a quello mobile, è stata direttamente correlata alla necessità di una casa.

Altre 697 persone hanno chiesto aggiornamenti sulla loro posizione in graduatoria, mentre 313 si sono informate su altre forme di supporto, come i "buoni casa" per l'affitto. Il servizio si è esteso anche ad ambiti più delicati, offrendo mediazione sociale e, in un caso, gli operatori hanno dovuto affrontare e segnalare un grave episodio di violenza domestica, evidenziando la multifunzionalità del servizio.

Le fasce d'età più colpite

Analizzando le fasce di età, il problema della mancanza di un'abitazione sicura si concentra principalmente nella popolazione in età lavorativa. Il gruppo più numeroso è quello tra i 25 e i 54 anni, con 2.675 persone che si sono rivolte agli sportelli, spesso con figli a carico. Seguono i cittadini tra i 55 e i 64 anni (1.198) e gli over 65 (1.144), che insieme costituiscono quasi la metà degli utenti.

L'assessore capitolino al Patrimonio, Tobia Zevi, ha evidenziato che gli sportelli mirano non solo a rispondere alle emergenze abitative, ma anche a contrastare le diverse forme di povertà, creando percorsi di sostegno integrato. Zevi ha anche annunciato che, superato il periodo estivo, sarà pubblicato un nuovo bando per la cosiddetta "fascia grigia", un'importante iniziativa per venire incontro a una parte della popolazione che non rientra nei criteri dell'edilizia popolare classica ma che necessita comunque di un supporto.

L'obiettivo a lungo termine dell'amministrazione è l'acquisto di 2.000 o 3.000 nuovi alloggi da destinare a case popolari.