Allarme Ater Roma sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica: su circa 45 mila alloggi, sarebbero 7.700 le occupazioni abusive, mentre la morosità complessiva dell’utenza tocca 1,25 miliardi di euro. I dati sono stati illustrati dal commissario straordinario Orazio Campo in audizione presso la commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle periferie.
Il quadro emerso in commissione
Secondo l’ente, le occupazioni riguardano oltre un sesto del patrimonio residenziale. Campo ha precisato: «A noi risultano 7.700 alloggi occupati, parliamo di residenziale, con esclusione di box e negozi - ha spiegato Campo -. Quando sono arrivato nel 2023 ho trovato 7.500 richieste di sanatoria: questo è stato un grave problema, perché non ci consentiva di sapere se gli occupanti avessero titolo o meno». Per accelerare le verifiche, l’Ater ha istituito una task force di 25 unità a tempo determinato. «Sono fiducioso che, nei prossimi due anni, riusciremo a esaminare le richieste, anche se non tutte necessariamente avranno esito positivo».
Sanatorie e arretrati
Campo ha ricordato che la regolarizzazione comporta la definizione dei debiti accumulati. Con la sanatoria «arriva anche il conto finale: per ottenerla, l'utente deve possedere tutti i requisiti e saldare l'intero debito accumulato, che in alcuni casi può raggiungere i 70-80 mila euro, una cifra difficilmente sostenibile per quella fascia sociale. Ho cambiato il regolamento e cercato di fare in modo che questo debito, in funzione del reddito, venga frazionato il più possibile per renderne possibile il pagamento».
Sgomberi e tutela delle fasce fragili
Nell’ultimo anno l’Ater riferisce di aver intensificato i provvedimenti di rilascio, pur con esecuzioni limitate. «Abbiamo emesso 300 decreti di rilascio e sono stati fatti 15 sgomberi, considerando però che eravamo nell'anno del Giubileo. Dal 2022 a oggi abbiamo fatto circa 700 decreti rilascio, ma si tratta di numeri ancora bassi». Gli interventi sono coordinati con la forza pubblica e tengono conto dei nuclei vulnerabili. Campo ha richiamato la presenza «delle fasce fragili, perché nel 90 per cento dei casi ci sono minori, anziani o disabili per i quali non è possibile effettuare nessuno tipo di sgombero».
Negozi e garage trasformati in abitazioni
Resta critica la situazione degli immobili non residenziali occupati, che l’ente definisce «la più difficile da risolvere». «Questa situazione genera numerosi problemi, non solo per gli inquilini che vi convivono, ma anche sotto il profilo igienico e della sicurezza - ha continuato Campo -. In molti casi, infatti, non essendoci allacci regolari al gas, vengono utilizzate bombole, mentre gli scarichi dei bagni realizzati abusivamente finiscono direttamente nei garage. Una condizione drammatica sulla quale - ha puntualizzato Campo - non è possibile intervenire in modo diretto: per gli immobili non residenziali, infatti, siamo costretti ad agire come soggetti privati per vie legali». Per questi casi l’Ater procede quindi in sede civile, con tempi più lunghi e maggiori complessità operative.