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Case nel Lazio, prezzi in salita: Roma guida, Viterbo, Rieti e Frosinone in calo

Case nel Lazio, prezzi in salita: Roma guida, Viterbo, Rieti e Frosinone in calo

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Il mercato immobiliare del Lazio chiude il primo trimestre 2026 in territorio positivo. Secondo il rapporto dell’Ufficio studi di Idealista, il prezzo medio delle abitazioni in regione si attesta a 2.203 euro al metro quadro, in aumento del 4,9% su base annua. Il passo della Capitale si conferma determinante per l’andamento complessivo, mentre nelle aree più periferiche emergono segnali di debolezza.

Roma spinge la media regionale

Roma guida la classifica regionale sia per valori assoluti sia per dinamica dei prezzi. Nel capoluogo il valore medio raggiunge 3.369 euro al metro quadro, con una crescita del 7,8% rispetto al primo trimestre 2025. A livello provinciale l’aumento è del 6,3%. Unico mercato sopra la media regionale, la Capitale si conferma il motore del residenziale laziale, sostenendo il risultato complessivo della regione e consolidando il proprio ruolo di polo attrattivo per domanda interna e investimenti.

Latina in progresso, segnali più deboli lontano dalla Capitale

Latina si colloca tra i mercati più vivaci della regione. In città il prezzo medio raggiunge 1.900 euro al metro quadro, con un avanzamento del 7,7% su base annua. La performance del capoluogo pontino si distingue per intensità e continuità, contribuendo a riequilibrare il quadro complessivo pur rimanendo sotto la media regionale.

Il contesto cambia procedendo verso le province interne. Viterbo, Rieti e Frosinone restano nettamente al di sotto della media del Lazio e chiudono il trimestre con toni in chiaroscuro. Nei capoluoghi i valori medi si attestano a 1.142 euro al metro quadro a Viterbo, 1.142 euro al metro quadro a Rieti e 1.057 euro al metro quadro a Frosinone. Sul piano tendenziale, Viterbo registra -3,3%, Rieti -2,1% e Frosinone -0,3%. Le dinamiche evidenziano un mercato più lento e selettivo nelle aree meno centrali, con una domanda che privilegia i poli meglio collegati e dotati di servizi.

Il commento dell’ufficio studi

Il quadro regionale si inserisce in un contesto nazionale improntato alla crescita dei valori delle abitazioni. Come sottolinea Idealista attraverso il proprio centro di analisi, “Il trimestre invernale conferma un andamento positivo dei prezzi delle case usate in Italia, con una crescita diffusa su gran parte del territorio”, commenta Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio studi di Idealista. Il monitoraggio sugli scambi e sulle richieste indica un mercato attivo nelle principali aree urbane, dove la capacità di assorbimento dell’offerta resta elevata.

Accanto ai segnali favorevoli permane una nota di cautela. Dall’orizzonte macroeconomico arrivano indicazioni che potrebbero incidere sulla traiettoria dei prezzi nei prossimi mesi: l’andamento dei tassi d’interesse, in particolare, è individuato come possibile fattore di raffreddamento della crescita. Un eventuale irrigidimento del credito potrebbe influire sulla platea dei potenziali acquirenti e sulla velocità di vendita, in special modo nelle piazze più sensibili alle condizioni di finanziamento.

ImplLe leve locali che determinano le differenze

L’andamento disomogeneo tra Roma e il resto del Lazio riflette variabili locali ben definite. Nella Capitale, la combinazione tra domanda effettiva e offerta limitata nelle zone centrali e semicentrali sostiene i prezzi. La presenza di servizi, infrastrutture, università e poli direzionali sostiene inoltre un mercato più liquido e resiliente. A Latina la crescita beneficia di un tessuto urbano in sviluppo e di prezzi ancora accessibili rispetto alla Capitale, fattori che attraggono domanda di sostituzione e investimenti locali.

Nei capoluoghi di Viterbo, Rieti e Frosinone incidono invece la minore pressione della domanda, la disponibilità di stock a valori più bassi e una maggiore sensibilità alle condizioni di accesso al credito. In questi mercati, la selettività degli acquirenti e la maggiore distanza dai principali driver occupazionali possono tradursi in stazionarietà o lievi correzioni, come indicano i dati del trimestre.