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Pasolini, la prima casa romana apre al pubblico e diventa un laboratorio culturale

Pasolini, la prima casa romana apre al pubblico e diventa un laboratorio culturale

pasolini

La prima casa romana di Pier Paolo Pasolini, in via Giovanni Tagliere, apre ufficialmente al pubblico dopo un attento lavoro di recupero. Non solo spazio museale, ma un vero centro culturale dedicato alla memoria e alla creatività: l’appartamento dove Pasolini visse con la madre nei primi anni Cinquanta diventa oggi un presidio aperto alla città, accessibile gratuitamente quattro giorni a settimana.

Il progetto e la donazione

La casa è stata recuperata grazie alla donazione del produttore Pietro Valsecchi, che l’ha acquistata all’asta con l’intenzione di restituirla alla comunità. Il Ministero della Cultura e la Direzione Musei Nazionali di Roma hanno curato un percorso di valorizzazione che ha riportato gli ambienti il più possibile alla configurazione originaria, adeguandoli però agli standard di sicurezza e fruibilità.

Un laboratorio aperto a cittadini, studenti e artisti

Casa Pasolini non nasce come luogo commemorativo “statico”, ma come laboratorio culturale e artistico. Il progetto prevede l’attivazione di una biblioteca tematica, percorsi guidati, attività formative e iniziative rivolte ai giovani. In programma anche collaborazioni con il carcere di Rebibbia e borse di studio per artisti emergenti, in un’ottica di inclusione e partecipazione.

La mostra fotografica e la rete museale

Per l’inaugurazione è stata allestita anche la mostra fotografica “La verità non sta in un solo sogno ma in molti sogni”, un racconto per immagini delle case di Pasolini a Roma e dei luoghi che hanno segnato la sua produzione. L’appartamento entra ora ufficialmente nella rete nazionale delle case museo, insieme a quelle dedicate ad Andersen, Boncompagni Ludovisi, Mario Praz e Giacomo Manzù.

Un nuovo presidio culturale per il territorio

La riapertura della casa rappresenta un tassello importante per la valorizzazione delle periferie romane come luoghi di cultura e inclusione. Casa Pasolini diventa così uno spazio vivo, capace di connettere memoria e futuro, e offrire alla città un punto di riferimento dedicato a uno degli intellettuali più incisivi del Novecento.