A Roma sono ripartite le operazioni di scavo nell’area della Casa del Jazz, con accertamenti concentrati sugli ambienti interrati della villa. All’esterno della struttura, Pietro Orlandi, fratello di Emanuela Orlandi, ha riferito gli ultimi sviluppi dopo il sopralluogo compiuto dagli inquirenti.
Gli scavi alla Casa del Jazz
Le attività sono tornate a focalizzarsi su una cantina individuata nell’edificio. Secondo quanto riferito, le verifiche hanno imposto una valutazione delle condizioni strutturali: sono stati segnalati punti pericolanti che richiedono interventi di messa in sicurezza prima di procedere oltre. L’attenzione resta alta sull’area sotterranea, considerata potenzialmente rilevante per gli sviluppi dell’inchiesta.
Le parole di Pietro Orlandi
Uscendo dalla Casa del Jazz, Pietro Orlandi ha spiegato quanto avvenuto nel corso delle ultime ore, riportando la volontà degli operatori di proseguire con cautela e metodo. Queste le sue parole: «Sono riusciti a entrare in questa cantina e l'hanno visionata. Ora vogliono ovviamente proseguire. Ci sono dei punti pericolanti ed è necessario metterli in sicurezza. C'è questa volontà di non lasciare l'ennesimo dubbio, vogliono andare a fondo».
Le ipotesi al vaglio
Tra le ipotesi al vaglio, quella che i resti del giudice Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994, possano trovarsi proprio in quell’area, così come quelli di Emanuela Orlandi. Gli approfondimenti in corso puntano a chiarire ogni elemento utile, senza tralasciare alcuna pista. L’area della villa nel cuore di Roma rimane quindi al centro dell’attenzione, con una programmazione delle attività orientata alla sicurezza e alla completezza degli accertamenti.