I gruppi dei proprietari degli immobili ex Enasarco dei quartieri di Roma interessati dall’operazione di acquisto annunciata oggi in Campidoglio ritengono necessario intervenire per ristabilire la verità dei fatti. Le dichiarazioni ascoltate in conferenza stampa descrivono un intervento rappresentato come “storico” e “sociale”, ma la realtà vissuta da centinaia di famiglie è molto diversa.
Come tengono infatti a rimarcare dal Comitato spontaneo 19 dicembre 2025 contro la cessione immobili Enasarco:
“Negli ultimi anni, nei complessi ex Enasarco gli appartamenti residui sono stati proposti in libera vendita a valori di pieno mercato, spesso innalzati a livelli tali da rendere di fatto impossibile l’acquisto da parte degli inquilini e dei potenziali acquirenti, trattative già avviate con privati sono state interrotte improvvisamente senza alcuna motivazione (rendendo il tutto poco trasparente e chiaro). Gli immobili sono stati successivamente ritirati dal mercato; sono state avviate e portate avanti procedure di sfratto, anche nei confronti di nuclei fragili, mentre in pubblico si parla di “operazione sociale” e “tutela degli inquilini”.
Ed ancora, “Improvvisamente l’Enasarco, totalmente assente nella gestione degli immobili e negli interventi straordinari, ha iniziato opere di ristrutturazione su case che sono oggetto di trattative di vendita in blocco al Comune di Roma”, spiegano.
“ Riteniamo scorretto definire “sociale” un’operazione che da un lato consente la cessione in blocco di un patrimonio immobiliare gestito per anni con politiche di prezzo discutibili e soprattutto poco trasparenti, visto che a fronte dei 250 milioni destinati ed approvati in bilancio non si conosce quale sia il valore stabilito per i singoli immobili e quale sia la reale portata dell’operazione economica finanziaria a fronte di un consistente patrimonio immobiliare già in proprietà del Campidoglio che poteva essere riqualificato, ristrutturato e messo a disposizione delle famiglie fragili e da anni in lista di assegnazione”.
Dunque, proseguono dal Comitato, “Coprendosi dietro la necessità di reperire urgentemente immobili a favore delle persone in difficoltà si consentono ed autorizzano operazioni di sfratto anche nei confronti di individui fragili e deboli, e contestualmente si scarica interamente sui piccoli proprietari il costo della scelta politica di concentrare alloggi Erp dentro condomìni originariamente residenziali, senza alcuna tutela economica per chi ha comprato a prezzo di mercato e senza alcuna garanzia in ordine al pagamento degli oneri condominiali: in molti di questi condomini le spese sono rilevanti e di conseguenza in contrasto con i redditi dei soggetti destinatari dell’assegnazione”.
“Le procedure di assegnazione e le modalità con cui verranno attribuiti gli immobili, infine, non vengono chiarite e rese trasparenti, generando ulteriore allarme sociale in considerazione del non censito numero di immobili ex Enasarco occupati o espressione di un vero e proprio racket con gravi problemi di sicurezza e di legalità. Nulla di ciò che si sta realizzando in questi giorni è chiaro, trasparente e politicamente corretto. Sottolineiamo inoltre che quanto annunciato oggi non chiude affatto la “questione Enasarco” e che si utilizzeranno tutti gli strumenti giuridici e giurisdizionali previsti dal nostro ordinamento giuridico al fine di evitare che possa ricadere sui cittadini tutti un’operazione con grave impatto economico finanziario e sociale”.
Quindi, conclude la nota diffusa oggi dal Comitato spontaneo 19 dicembre 2025 contro la cessione immobili Enasarco:
“Invitiamo stampa e opinione pubblica a verificare, con atti e documenti quanto accaduto negli ultimi anni nei complessi ex Enasarco: aumenti di prezzo fuori mercato, blocchi delle vendite, ritiro degli immobili dal mercato privato e ristrutturazioni mirate in vista dell’operazione con Roma Capitale.
Invitiamo le forze politiche tutte ed il governo ad intervenire affinché tale operazione venga bloccata e valutata nella sua giusta dimensione, impedendo non solo un inutile e rilevante spreco di soldi pubblici, ma evitando che siano i cittadini a subire un enorme danno economico e sociale.
La verità dei fatti, documentabile e verificabile, è ben diversa da quella raccontata oggi in Campidoglio”.
Info: movimentonto19dicembre2025@pm.me
Max