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Caro affitti a Roma: la denuncia degli studenti fuorisede

Caro affitti a Roma: la denuncia degli studenti fuorisede

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Roma affronta un nuovo allarme sul fronte abitativo universitario. Josip Niccolai, studente al terzo anno del Dams di Roma Tre e attivista di «Cambiare Rotta», racconta le difficoltà dei fuorisede, tra canoni fuori portata e mancanza di soluzioni pubbliche adeguate. Secondo Niccolai, i prezzi per una stanza arrivano «fino a 700-800 euro per una stanza», a cui «non corrisponde alcuna crescita degli investimenti per realizzare studentati pubblici».

L'allarme da Roma Tre

Il nodo degli affitti brevi è indicato come uno dei principali fattori di pressione. «A Roma il mercato degli affitti brevi non ha alcuna regolamentazione: è senza controllo e continua a spingere gli studenti fuori dal perimetro della città. Tra i fondi del Pnrr era stato stanziato un miliardo per le residenze universitarie, ma è stata utilizzata una quota inferiore al 20 per cento. Le strutture che sono state realizzate o che sorgeranno nei prossimi anni sono studentati di lusso per stranieri abbienti a duemila euro al mese. Penso allo Student Hotel di San Lorenzo, in gran parte vuoto: continua a perpetuare un modello di città che non ha intenzione di risolvere l’emergenza abitativa, ma che mette al centro la turistificazione e la gentrificazione».

Studentati pubblici e accessibilità

Per gli alloggi gestiti dal pubblico, la fotografia è altrettanto critica. «I posti disponibili sono pochissimi, intorno ai 3mila a fronte di più di 60mila fuorisede. A livello strutturale cadono a pezzi, sono ricoperti di muffa e molte stanze sono inagibili. Inoltre, sono tutti collocati in zone molto lontane dalle università e, in mancanza di un servizio di trasporto pubblico efficiente, gli studenti spesso sono costretti a rinunciare perché altrimenti impiegherebbero due ore per raggiungere l’ateneo».

Le scadenze e i ritardi nelle graduatorie

Un ulteriore ostacolo è la gestione dei tempi. «La chiusura estiva delle residenze il 31 luglio è tra le criticità che abbiamo segnalato. Tutti gli studenti sono obbligati ad andarsene, anche se devono ancora sostenere gli esami o frequentare corsi, e non possono rientrare per tempi lunghissimi visti i continui ritardi nello scorrimento delle graduatorie che dal 1° ottobre slittano a marzo: molti sono costretti a rinunciare agli studi o a vivere nell’incertezza».

Le richieste a Disco Lazio

La richiesta degli studenti è di rivedere regole e bandi in Lazio. «I bandi e i regolamenti di Disco Lazio sono troppo datati e non funzionano: ne chiediamo la riscrittura totale con il coinvolgimento della componente studentesca, nonostante gli universitari che sono scesi in piazza siano stati minacciati di essere esclusi dai bandi». Un appello che rimette al centro la necessità di studentati pubblici accessibili e di una pianificazione coerente con i bisogni reali della comunità studentesca romana.