"Voglio rivolgere un sincero ringraziamento alla Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, per il lavoro rigoroso e instancabile che svolge ogni giorno. La relazione presentata, nella sua durezza, oggi rappresenta una bussola per orientare le politiche pubbliche e richiama tutte le istituzioni a fare di più, ciascuna per le proprie competenze”.
“In questi anni con la Garante abbiamo condiviso lavoro e visione, sulla scuola, sulla formazione e l'orientamento al lavoro per la popolazione detenuta, come aspetti fondamentali per offrire opportunità, ridurre la recidiva e in una parola, rispettare la Costituzione”.
A dichiararlo è Claudia Pratelli, Assessora alla Scuola, Formazione, Lavoro di Roma Capitale, che aggiunge: “A Roma Capitale stiamo investendo con convinzione in questa direzione, rafforzando i servizi di orientamento al lavoro all'interno degli istituti penitenziari, sostenendo percorsi di qualificazione professionale e costruendo reti sempre più solide tra istituzioni, sistema produttivo e terzo settore.
I numeri del rapporto sono chiari: nel corso dell'ultimo anno il Centro di Orientamento al Lavoro dedicato alle persone detenute ed ex detenute ha accompagnato oltre 550 accessi al servizio e accolto più di 200 nuovi utenti. Parallelamente sono proseguiti i percorsi di formazione professionale, nell'ambito delle attività del Polo pubblico della Formazione, con il rilascio di 24 qualifiche professionali negli istituti di Rebibbia e nuove opportunità di inserimento lavorativo attraverso tirocini e percorsi personalizzati. Sono esperienze che dimostrano come investire sulle competenze significhi investire sulla sicurezza delle comunità e sul futuro delle persone”.
Ed ancora, “Lo stesso vale per il lavoro svolto all'Istituto penale per i minorenni di Casal del Marmo, dove il progetto Scuole Aperte – che abbiamo fortemente voluto attivare- ha dimostrato come la scuola possa essere il primo e più potente strumento di cambiamento: ricostruire fiducia nelle proprie capacità, sviluppare competenze e relazioni significa offrire ai ragazzi un'alternativa concreta alla marginalità. È da qui che passa la possibilità di costruire un futuro diverso e di rendere davvero efficace la funzione rieducativa della pena”.
Max