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Carcere di Velletri, detenuto con problemi psichiatrici uccide compagno di cella

Tragedia ieri pomeriggio nel carcere di Velletri. Un detenuto italiano con gravi problemi psichiatrici ha ucciso il suo compagno di cella. Ancora da chiarire la dinamica di quanto accaduto, ma per il segretario regionale del sindacato Uspp Lazio Daniele Nicastrini si tratta di una "tragedia annunciata".

A commentare il dramma anche Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. “Ieri, sembra al culmine di una lite tra due detenuti, uno ha ucciso l’altro poco prima del pur immediato intervento dei poliziotti. Non sono note le ragioni di questo folle gesto, - aggiunge Somma - ma la situazione è allarmante. Al momento si sa solo che i due convivevano la stessa cella, che l’omicida aveva problemi psichiatrici e nel recente passato aggredito anche un poliziotto penitenziario”.

Capece (Sappe): "Gli ospedali psichiatrici giudiziari devono riaprire"

Per Donato Capece, segretario generale del Sappe: "Queste sono anche le conseguenze di una politica miope ed improvvisata, che ha chiuso gli ospedali psichiatrici giudiziari senza trovare una valida soluzione su dove mettere chi li affollava. Gli OPG devono riaprire, meglio strutturati e meglio organizzati, ma devono di nuovo essere operativi per contenere questa fascia particolare di detenuti”. Secondo Capece, infatti, “da quando sono stati chiusi gli O.P.G. (gli ospedali psichiatrici giudiziari), le carceri si sono riempite di detenuti affetti da gravi problemi psichiatrici. Ormai in ogni carcere decine e decine di detenuti con gravi problemi psichiatrici vengono ospitati normalmente nelle sezioni detentive, e spesso sono ubicati nelle celle con altri detenuti che non hanno le stesse difficoltà".