Prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti lungo la rete stradale italiana. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), i listini in modalità self service tornano a salire, mentre sui mercati energetici internazionali crescono le tensioni legate all’area del Medio Oriente.
Prezzi medi alla pompa
Sulla rete nazionale in modalità self, la benzina si attesta a 1,935 euro al litro e il gasolio a 2,091 euro al litro. Sulla rete autostradale, la media self sale a 2,025 euro al litro per la benzina e a 2,164 euro al litro per il gasolio. Questi valori, diffusi dal Mimit attraverso il proprio Osservatorio, confermano un quadro di rincari diffuso, con differenziali più marcati nei tratti autostradali rispetto alla viabilità ordinaria.
Mercati del greggio in tensione
I prezzi del petrolio registrano un’impennata nelle contrattazioni asiatiche dopo una nuova ondata di attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran e a seguito della notizia di una nave in fiamme nello Stretto di Hormuz, per cause ancora da chiarire. I movimenti riflettono i timori su possibili interruzioni delle spedizioni di greggio lungo un corridoio chiave per l’energia globale. Il Brent con consegna a settembre avanza del 2,72% a 90,50 dollari al barile, mentre il Wti guadagna il 2,39% attestandosi a 84,46 dollari.
Gas naturale in aumento
In parallelo, il prezzo del gas europeo risale sui massimi da marzo. Ad Amsterdam, il contratto Ttf cresce del 4,6% fino a 60 euro al megawattora. L’andamento riflette l’escalation nell’area mediorientale e contribuisce a un contesto energetico complessivamente più teso, con potenziali ripercussioni sui costi lungo l’intera filiera.
Per gli automobilisti italiani, il quadro rimane delicato: le quotazioni internazionali del greggio e del gas continuano a incidere sui listini alla pompa, con effetti più evidenti sulla rete autostradale rispetto alla rete ordinaria.