Si aprirà il 6 luglio davanti alla Corte d’Assise il processo per la morte di Stefano Luigi Cena, noto come il «giostraio di Capena». Nel corso dell’aggressione, la moglie Daniela aveva implorato i giovani coinvolti: «Fermatevi, ha 65 anni». Gli imputati sono accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e, in caso di condanna, rischiano l’ergastolo.
Le accuse e il calendario del processo
Alla sbarra finiranno Lorenzo Agueci, Gabriel Matei e Mohamed Azzeldin, in custodia cautelare da sei mesi. Secondo l’imputazione, i tre avrebbero picchiato a morte Cena dopo un diverbio nato la sera del 5 ottobre. La vittima è deceduta in ospedale la notte del 14 ottobre 2025, nove giorni dopo il pestaggio. Il procedimento, fissato per il 6 luglio, si svolgerà davanti alla Corte d’Assise.
La ricostruzione dell’aggressione
Stando alla ricostruzione accusatoria, tutto sarebbe iniziato quando Cena rimproverò alcuni ragazzi saliti sulle giostre senza pagare il biglietto in piazza Civitucola, a Capena. I ventenni, invece di allontanarsi, avrebbero reagito con minacce: «Ti ammazziamo stasera o la prossima volta?». Per il pubblico ministero il pestaggio fu «brutale». L’uomo cadde a terra e, secondo l’accusa, i tre avrebbero continuato a colpirlo, incuranti dei bambini presenti e della folla riunita per una serata di festa. La Procura definisce la scintilla dell’aggressione «un pretesto per lo sfogo di impulsi criminali violenti». Nella colluttazione rimasero feriti anche la moglie e uno dei tre figli della vittima.
La posizione della difesa
La difesa contesta la ricostruzione. L’avvocato di Agueci, Pietro Nicotera, afferma: «Tuttavia, almeno per il mio assistito, c’è un video che lo colloca lontano dal pestaggio». Sarà il dibattimento a chiarire il ruolo di ciascun imputato e a valutare gli elementi raccolti dall’accusa e dalla difesa.