Antoine Gobin, 37 anni, manager cresciuto professionalmente negli Stati Uniti ed ex amministratore delegato del Beveren, guida il piano di sviluppo del Cannes voluto da Dan Friedkin. Un progetto che guarda lontano ma con passi misurati, con ricadute che interessano da vicino anche i tifosi della Roma e il territorio di Trigoria.
Il manager e la visione
"Per raggiungere un obiettivo bisogna correre, ma prima di correre è necessario camminare svelti". È il motto che accompagna Gobin nell’incarico affidatogli da Friedkin per far crescere il club francese, storica vetrina calcistica che ha visto passare campioni come Zidane, Frey e Vieira.
Identità e ambizione del club
"Friedkin vuole fare le cose in grande. Il cinema è una delle sue passioni e qui a Cannes ha dato enormi soddisfazioni, ma non è diventato il proprietario di questo club soltanto per avere una vetrina. Non ne avrebbe avuto bisogno. Dan ama Cannes. Acquistando il club nel 2023 ha voluto ridare qualcosa a questa comunità che lo ha sempre accolto a braccia aperte". Una comunità partecipe, sottolinea Gobin: "La nostra gente è molto appassionata, lo stadio è quasi sempre pieno, nonostante fino a pochi mesi fa eravamo in quarta serie. Parliamo di una città con 3 milioni di turisti all'anno. Certo, non è Roma, ma si tratta di una delle mete turistiche più gettonate in Francia. Abbiamo due basi di fan, vip inclusi, e chi viene a visitare Cannes".
Modello di crescita
Tra i riferimenti operativi emergono realtà italiane note anche al pubblico capitolino: "Penso a Venezia e Como, in Italia, due realtà che uniscono l'interesse per il glamour e per le grandi star internazionali dello spettacolo e dei luoghi iconici da visitare". L’orizzonte è tracciato con pragmatismo: "Guardate il Como dov'era sei anni fa, ora è in Champions. Cannes può essere ambiziosa, ma con sostenibilità, costruendo un grande settore giovanile".
Stadio e infrastrutture
Il capitolo impianti resta centrale per consolidare la crescita: "C'è un dialogo con la città per ammodernarlo o per costruirne uno nuovo, molto però dipenderà dal nostro percorso di crescita". Un passaggio decisivo anche per rafforzare l’attrattività del club sulla scena nazionale e internazionale.
Il filo con la Roma
La sponda con la Capitale è concreta e potenzialmente destinata a intensificarsi: "C'è un filo diretto che va oltre le due amichevoli negli ultimi due anni. Siamo in contatto costante con Gandler, il responsabile dei ricavi. L'anno scorso diversi partner sono venuti a farci visita, chissà che in futuro la collaborazione non diventi anche tecnica. Al momento abbiamo un calciatore in prestito dall'Everton di 21 anni, George Morgan. Sarebbe fantastico poter valorizzare anche i talenti cresciuti a Trigoria". Un segnale che interessa il pubblico romano, con possibili sinergie tra AS Roma e Cannes in ottica di valorizzazione dei giovani.