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Caldo, boom di consumi elettrici e di segnalazioni a Roma. Areti: “Aumento fisiologico dovuto ai consumi eccezionali”

Caldo, boom di consumi elettrici e di segnalazioni a Roma. Areti: “Aumento fisiologico dovuto ai consumi eccezionali”

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In tanti aspettano il weekend per poter respirare un po’. Caronte, prima Cerbero, ha fatto alzare le temperature fino ai 43°C al centro. L’asfalto si scioglieva sotto i piedi. Ogni fontanella veniva assaltata dai turisti per cercare un attimo di refrigerio. Alcuni vacanzieri utilizzavano gli ombrellini per ripararsi un po’ e creandosi così uno spazio d’ombra. Nel fine settimana, invece, le temperature dovrebbero scendere di poco.

Boom di consumi

Roma, con il caldo o il freddo, ha sempre il suo fascino, ma i romani e non, sanno bene cosa succede quando si raggiungono queste temperature. C’è il boom di consumo elettrico e, conseguentemente, di segnalazioni di guasti, come accade a Torrenova. Areti spiega: «distacchi di corrente o momentanei cali di tensione costituiscono un aumento fisiologico dovuto ai consumi eccezionali a causa della forte ondata di calore che persiste ormai da settimane: le reti elettriche sono sottoposte a forte stress». E poi «rispetto alle prime settimane di luglio 2023, la richiesta di energia elettrica da parte di utenze domestiche, commerciali e industriali è salita da 1.600 Mw fino ad arrivare ad oltre 2.100 Mw di potenza massima distribuita a Roma».

Di conseguenza, l’aumento dei consumi ha «determinato un aumento delle segnalazioni, in ogni caso Areti sta garantendo e garantirà la continuità del servizio: la società sta monitorando la situazione in tempo reale e ha incrementato le squadre operative in azione sul territorio h24 per garantire un pronto intervento nonché sopperire nell’alimentazione delle utenze, lì dove necessario, con gruppi elettrogeni».

Dal garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio, Stefano Anastasia, arriva che «la situazione caldo rasenta i limiti della sopportabilità umana negli istituti penitenziari che presentano condizioni di sovraffollamento. La “capienza regolamentare” è superiore al 100% in due strutture su tre, e al 30 giugno, secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), sono oltre 3.600 i posti non disponibili a causa di degrado, lavori di ristrutturazione e riammodernamento in corso, esigenze di sicurezza, igienico sanitarie o logistiche».