Roma affronta giornate di grande calore e all’ospedale pediatrico Bambino Gesù si registra un dato significativo: un accesso su quattro al Pronto soccorso è correlato a forte disidratazione e disturbi legati alle ondate di calore. La permanenza in città durante l’estate, tra asfalto e palazzi, espone i più piccoli a temperature elevate per periodi prolungati, con effetti sulla salute soprattutto nei bambini con fragilità.
Dati e bambini più vulnerabili
Secondo le rilevazioni interne, il 20 per cento dei piccoli pazienti arriva in ospedale per condizioni come vomito, diarrea o febbre, tutte situazioni che accelerano la perdita di liquidi. Tra questi rientrano anche bambini con patologie croniche o condizioni delicate, in particolare cardiopatici, diabetici e oncologici, che richiedono una valutazione clinica più attenta. Il restante 5 per cento accede con sintomi tipicamente imputabili al caldo, come colpi di calore, sincopi e marcata disidratazione.
«I bambini non sono piccoli adulti: il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore, soprattutto nei primi anni di vita e in presenza di patologie croniche o condizioni di fragilità - ha spiegato Alberto Villani, responsabile della Pediatria generale e del Dea di II livello -. Per questo la prevenzione e il riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione sono fondamentali».
Le indicazioni degli specialisti
«Nei bambini il caldo non va mai sottovalutato — ha aggiunto Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto soccorso della sede del Gianicolo del Bambino Gesù —. Molte delle situazioni possono essere evitate con semplici accorgimenti. Intervenire tempestivamente significa, nella maggior parte dei casi, evitare che un malessere si trasformi in un’emergenza».
Gli specialisti raccomandano di far bere spesso i bambini, evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali tra le 11 e le 17 e scegliere indumenti leggeri e chiari. È utile mantenere gli ambienti freschi con condizionatori o ventilatori, proteggere la testa con un cappellino e proporre pasti leggeri ricchi di frutta e verdura. Nei neonati è importante verificare che i pannolini siano bagnati con regolarità e, in tutti, prestare attenzione a segnali come scarsa diuresi e bocca secca.
Quando rivolgersi al medico
In caso di sospetto colpo di calore, febbre persistente, rifiuto di bere o vomito è consigliato contattare il pediatra. Se compaiono perdita di coscienza o difficoltà respiratorie, è necessario recarsi immediatamente in ospedale. In queste giornate di afa su Roma, la prevenzione resta l’arma più efficace per proteggere i più piccoli.