Giovedì 30 luglio, dalle 9:00, Filcams Cgil Roma Lazio e Fisascat Cisl Roma Capitale e Rieti hanno indetto sciopero e presidio davanti alla sede dell’AS Roma in piazzale Dino Viola, a Trigoria. La mobilitazione riguarda la riorganizzazione interna avviata dal club, con conseguenti tensioni sul fronte occupazionale.
Sciopero e presidio a Trigoria
I sindacati annunciano una giornata di protesta con presenza davanti ai cancelli del centro sportivo per contestare la scelta della società di trasferire 33 dipendenti da Trigoria ai punti vendita aziendali disseminati in città. La decisione, spiegano, incide su orari, sedi e mansioni. Sullo sfondo, anche rilievi sul rispetto delle norme di sicurezza: la società ha presentato un piano di interventi, ma il nodo per le sigle resta quello dei trasferimenti.
La vertenza sui trasferimenti
Secondo Filcams e Fisascat, l’operazione presenta “evidenti profili di demansionamento e rischia di tradursi in licenziamenti mascherati, inducendo il personale a rassegnare le dimissioni per l'impossibilità di proseguire il rapporto di lavoro”. I rappresentanti dei lavoratori riferiscono che il club ha ricondotto il piano “al più ampio progetto relativo alla costruzione del nuovo stadio di Roma”. Le organizzazioni sottolineano che, pur riconoscendo il valore strategico dell’investimento, crescita e sviluppo “non possano avvenire a discapito dei diritti, della professionalità e della dignità di chi ha lavorato per anni nell'ombra garantendo il funzionamento della macchina societaria”.
Il nodo nuovo stadio e la richiesta alla Regione
Le sigle hanno chiesto alla Regione Lazio la convocazione urgente di un tavolo di crisi con Roma Capitale, la direzione dell’AS Roma e le parti sociali, con l’obiettivo di congelare gli effetti della riorganizzazione, verificare la correttezza delle procedure e individuare tutele per salvaguardare tutti i posti di lavoro. La manifestazione intende ribadire che un progetto come il nuovo stadio deve procedere nel segno della responsabilità sociale e non “sulla pelle dei lavoratori”.