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Calafiori verso la finale: l’ex Roma sogna il ritorno

Calafiori verso la finale: l’ex Roma sogna il ritorno

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Riccardo Calafiori, difensore dell’Arsenal cresciuto nel settore giovanile della Roma e originario di Valcanneto, vicino a Cerveteri, lavora a Londra in vista della finale di Champions League contro il Psg, in programma sabato a Budapest. A Londra «ho coronato uno dei sogni che avevo da bambino» vincendo la Premier League. E aggiunge: «Sì, ho toccato con mano quel che immaginavo da quando ho iniziato a giocare. Per come è andata la stagione, per il modo in cui è arrivato il trionfo, è stato tutto perfetto».

La scelta dell’Inghilterra e la sfida personale

Calafiori rivendica la decisione di lasciare l’Italia per misurarsi con il calcio inglese. «Ho scelto l'Inghilterra perché sono pochi gli italiani che sono riusciti a vincere qui». Un passaggio che descrive come una prova di maturità: «Proprio così. Uno dei motivi per cui avevo scelto l’Inghilterra era stato il fatto che sono pochi gli italiani ad aver fatto carriera qui, ad essere riusciti a vincere. Mi sono detto “dai Riccardo, esci dalla comfort zone”. Era una mia sfida personale. Posso dire di avercela fatta. Ora penso a sabato. E a settembre». Lo sguardo è sulla coppa e anche sul futuro immediato: «Adesso gioco la finale e aspetto Gasp in Champions. Prima o poi torno». L’attesa della partita si accompagna all’emozione di un sogno coltivato da bambino: «Ci penso ogni istante. E dentro di me torno con la mente a quando da ragazzino certe partite le giocavo con il mio migliore amico alla PlayStation. Ecco, quel mio amico, Nicolò Cesaroni, sabato sarà in tribuna a Budapest a fare il tifo per me. Strano no?».

Il legame con la Roma e l’Olimpico

Il rapporto con la Capitale resta forte. «L’ho detto subito ai miei amici, dopo la qualificazione in Champions della Roma: “ci vediamo a settembre all’Olimpico”». I contatti con lo spogliatoio giallorosso non si sono mai interrotti: «Ho sentito Mancio, Bryan, Lorenzo». E ancora: «Ho fatto loro i complimenti, perché non hanno mai mollato. Ci sono stati alti e bassi, ma se la sono meritata. E io sono contentissimo, era tanto che mancava quel traguardo». Sul futuro non nasconde il desiderio di casa: «Ovviamente sì. Ora sto benissimo qui, ma ho lasciato dei conti in sospeso». Una precisazione che vale più di un indizio: «Sì, i miei conti in sospeso sono con la Roma. Ho giocato poco con quella maglia, da giovanissimo. Mi piacerebbe tornare. Non subito, ma prima o poi...».

Allenamenti, Gasperini e il tema Lazio

Sul piano tecnico racconta le differenze tra Premier e Serie A: «La preparazione alle partite è differente. Qui si cura più il recupero post gara, i carichi di lavoro sono differenti e così l’intensità in capo risulta maggiore. Appena arrivato qui, fu uno shock. Pensai: “ma che sono venuto a fa qui?”. E invece eccomi». Guardando ai prossimi incroci europei, cita il tecnico nerazzurro: «Io rispondo che bene ha fatto la società a dargli fiducia». E non manca un passaggio su Roma e dintorni, con riferimento alla Lazio: «Mi dispiace che abbia scelto proprio quella squadra...scherzi a parte, è la prima persona che ho chiamato la mattina dopo aver vinto la Premier. Ho aspettato a farlo, so che mi ha capito. Per me è stato importante come allenatore».