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Cabine devastate ai "Bagni Vittoria" di Ostia: è allarme vandalismi nel lido sequestrato (VIDEO)

Cabine devastate ai "Bagni Vittoria" di Ostia: è allarme vandalismi nel lido sequestrato (VIDEO)

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Dopo il sequestro arrivano i vandali ai "Bagni Vittoria" di Ostia. Lo stabilimento, chiuso a metà maggio per mancanza di concessione, è stato preso di mira nella notte tra domenica. In cinque sono entrati nell'area sulla spiaggia vicino alla recinzione e hanno devastato alcune cabine, con vetri infranti e arredi sottosopra. Dalle prime verifiche sembra esclusa l'ipotesi di un tentativo di occupazione. Anche la pista del furto non convince lo storico titolare del lido chiuso. «Sono stato chiamato dal mio guardiano notturno alle 23 circa - racconta Cosimo Suriano - mi ha detto che cinque persone erano entrate oltrepassando i nastri e hanno vandalizzato cinque cabine. Non credo che abbiano rubato nulla ma questo poi lo verificherò».

Cabine devastate ai "Bagni Vittoria" di Ostia: è allarme vandalismi nel lido sequestrato

Il custode avrebbe visto qualcuno scavalcare i nastri del sequestro e allontanarsi nel buio verso il porto. «Non erano proprio ragazzini - aggiunge l'architetto Suriano - secondo il guardiano erano più grandi, circa 25-30 anni. Chiaramente si è pure spaventato perché era da solo con cinque persone. Quando si è avvicinato sono scappati».

È in corso l'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza del chiosco; uno dei dispositivi potrebbe aver ripreso i responsabili, anche se le condizioni di luce e la distanza complicano l'identificazione. Per il titolare servirebbero almeno quattro persone a notte per controllare l'area, un costo insostenibile. «Non è possibile, pure perché non stiamo incassando e io devo dare indietro dei soldi agli abbonati, i quali non stanno usufruendo di questo servizio».
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Il timore è che possa essere il primo di una serie di episodi, come è avvenuto in altri lidi chiusi. Un tema che dovrebbe preoccupare l'amministrazione, ha sottolineato l'attore Enzo Salvi, cliente dello stabilimento da tre generazioni che si è schierato al fianco di Suriano anche il giorno del sequestro. "Non danno la possibilità di vigilare sullo stabilimento: una strategia che io non riesco proprio a condividere e soprattutto a capire. Questo è solo l'inizio, tra un po' inizieranno a dargli fuoco e a distruggere tutto. Comune di Roma, che facciamo?» conclude.