I buoni propositi rappresentano, da sempre, un impegno a migliorarsi, ad intraprendere un cammino di crescita e di cambiamento positivo. Spesso legati all'inizio di un nuovo anno, questi non sono semplicemente promesse che facciamo a noi stessi, ma riflessioni profonde su ciò che desideriamo trasformare nella nostra vita.
Il loro vero significato, va oltre il desiderio di raggiungere obiettivi concreti; implicano infatti un vero e proprio atto di consapevolezza, una volontà di evolvere e di affrontare le sfide con grande determinazione. Rappresentano un invito a guardarsi dentro, a riconoscere i propri limiti e le proprie potenzialità, e a scegliere di non restare fermi.
La dottoressa Danyla De Vincentiis, parent coach e psicologa, prendendo spunto dal capolavoro di Lucio Dalla “L’anno che verrà”, ci invita a riflettere sul vero significato dei buoni propositi. “E’ l’anno che verrà e io mi sto preparando” recita il finale della canzone. “Accade spesso - esordisce Danyla - che con il bilancio dell’anno, mi ritrovo a non essere stato così performante, e questo stesso bilancio, può portarmi quindi ad una grande frustrazione. Questo perchè probabilmente gli obiettivi, i propositi che ci siamo dati per il nuovo anno, non sono in realtà funzionali o non sono efficaci, o non ci rispecchiano. Quindi è molto importante darsi gli obiettivi giusti, i buoni propositi che noi riusciamo effettivamente a realizzare”.
Come raggiungere un obiettivo?
La dottoressa De Vincentiis, specifica che è necessario porci i cosiddetti obiettivi “SMART”. “SMART è un acronimo - continua - che sta per Specifico, Misurabile, Appetibile, Realistico e ‘Temporizzato’, o meglio, definito nel tempo”. Un classico esempio concreto è quello di promettersi di dimagrire: “‘Voglio fare una dieta’ non è un obiettivo specifico” spiega la dottoressa; “l’obiettivo specifico è ‘Voglio dimagrire cinque kg da qui a…’ misurabile quindi entro un tempo, ed attuabile (appetibile - che posso raggiungere). Un conto è se io mi dico ‘Voglio perdere cinque kg, un conto è se io dico voglio perdere cinquanta kg entro marzo’. Probabilmente questo non è realistico. In ultimo ma altrettanto importante è il come voglio perdere questi kg: uno il primo mese, uno il secondo e così via […]”.
Gli obiettivi in definitiva, anche se “sfidanti”, talvolta “pressanti” devono sempre essere alla nostra portata per essere raggiunti.
I buoni propositi: obiettivi efficaci ed atteggiamento corretto
E’ chiaro che, oltre all’efficacia, oltre all’obiettivo SMART, è necessario anche un atteggiamento corretto. “Secondo me - aggiunge - bisogna creare un equilibrio fondamentale tra quello che è il nostro se ‘ideale’ e il nostro se ‘reale’. Perchè se il nostro se ideale è troppo elevato rispetto a quello che è il nostro piano di realtà, rispetto al nostro qui ed ora, noi non riusciremo mai a raggiungerlo. Anche mentalmente, psicologicamente, emotivamente. Dobbiamo calare nella nostra realtà, i nostri obiettivi, vedendo quello che siamo in grado di fare, chi siamo oggi e dove vogliamo andare, ma in maniera realistica non idealistica”.