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Lucio Dalla: un viaggio nell’anima italiana, tra note e parole (VIDEO)

Lucio Dalla: un viaggio nell’anima italiana, tra note e parole (VIDEO)

Lucio Dalla

Il personaggio del giorno: Lucio Dalla

Con uno stile inconfondibile e perfettamente in grado di mescolare in modo unico melodie pop, jazz, musica leggera e altre influenze sperimentali, Lucio Dalla, ha scritto alcune delle pagine più belle della musica italiana.

Dalla nacque a Bologna il 4 marzo 1943, da una famiglia di origini modeste. La madre, Jole Melotti, stilista e casalinga, sarà in futuro protagonista della copertina del suo album “Cambio”. Il padre invece, Giuseppe Dalla, era direttore del club di tiro a volo. All’età di soli sette anni, il padre morì a causa di un tumore: più tardi descrisse quel momento come ”[…] una perdita che mi consentiva di dire a me stesso con pietà e tenerezza: da oggi sei solo come un cane”. Successivamente, la madre lo iscrisse al Collegio Vescovile Pio X di Treviso, in cui iniziò ad esibirsi in piccole recite scolastiche.

Tracce di… musica!

Si immerse nel mondo della musica sin da subito. Suo zio, Ariodante Dalla, fu un cantante neo melodico particolarmente popolare negli anni quaranta e cinquanta. Fu in quel periodo che il piccolo Lucio imparò a suonare la fisarmonica. Studiò al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e finì per perfezionarsi anche come pianista. Nel frattempo passò da ragioneria al Liceo Classico e poi Linguistico. “A scuola andavo male - raccontò poi l’artista - preferivo andare in giro a suonare […]”.

La sua passione per la musica infatti, era evidente sin dai primi anni, e la sua formazione classica si fuse ben presto con una forte inclinazione verso il jazz e altre sonorità più sperimentali.

Il debutto ufficiale

Prese parte a vari gruppi jazz, ma la sua carriera decollò quando solo quando strinse collaborazioni come cantante e compositore. La sua prima esperienza significativa venne con il gruppo "The Flippers", una band bolognese. Nel 1966 pubblicò invece il suo primo album da solista, "Lucio Dalla". Come spesso è accaduto per molti imponenti artisti della musica italiana, anche se il disco non ottenne subito un grande successo, tale album finì per segnare letteralmente il principio di una carriera che lo vedrà evolversi in tempi molto rapidi.

4/3/1943

L’album del 1972, intitolato "4/3/1943", che prende il nome dalla data di nascita di Enrico Berlinguer, il leader del Partito Comunista Italiano, rappresentò un passaggio importantissimo nella sua musica, caratterizzato da testi più maturi e quella nota sperimentazione sonora che univa jazz, pop e musica leggera. La canzone che dà il titolo all'album, è poi considerata uno dei suoi capolavori. Racconta una storia attraverso parole semplici ma profonde, dominata poi da quel timbro di voce caratteristico ed inconfondibile.

Seguirono da lì altri brani di grande successo come "Caruso", "Anna e Marco", "Piazza Grande" e poi…"L'anno che verrà" canzone che, tratta temi complessi, ma al contempo rappresenta una massima visione positiva del futuro. Non a caso oggi, è diventata simbolo di un augurio speciale, la più ascoltata tra l’ultimo e il primo dell’anno.

Il fascino dell’arte

Lucio Dalla non era solo un artista, ma soprattutto una personalità dal carattere unico. Amato per la sua simpatia, il suo spirito giocoso e la sua intelligenza, era noto per il suo lato introverso. Nonostante la sua fama, manteneva una vita privata piuttosto riservata. Non amava parlare della sua vita sentimentale e spesso preferiva non rivelare dettagli su di sé, alimentando così un alone di mistero che affascinava i suoi fan. Uno degli aspetti più amati di Lucio Dalla era la sua capacità di spaziare tra la musica e l'arte visiva. La sua passione per la pittura e la fotografia ha contribuito a dare una visione a trecento sessanta gradi della sua creatività.

Morì improvvisamente, a causa di un infarto, il 1 marzo del 2012, tre giorni prima del suo sessantanovesimo compleanno.

Curiosità

  • Lucio Dalla aveva un rapporto di grande stima con l'attore e regista Roberto Benigni. Tra i due c'era una sincera amicizia e hanno collaborato anche artisticamente.
  • Dalla era un grande tifoso del Bologna FC. Non di rado partecipava a eventi legati alla squadra, e non nascondeva mai il suo amore per il calcio.
  • La sua presenza al Festival di Sanremo: Nonostante la sua carriera straordinaria, Dalla non partecipò mai al Festival di Sanremo, se non come ospite. La sua partecipazione al festival non è mai stata una priorità, forse per la sua volontà di mantenere la sua indipendenza creativa.
  • La sua relazione con la città di Bologna: La città di Bologna è stata fondamentale nella vita di Lucio Dalla. Spesso ha cantato delle sue bellezze, delle tradizioni e della vita che essa rappresenta.