Bufera politica su Beppe Grillo per le ultime dichiarazioni pronunciate ieri dal palco della manifestazione M5s contro il precariato e le misure del governo Meloni sul lavoro. A scatenare la polemica in particolare un passaggio tra “brigate di cittadinanza” e “passamontagna”.
Il cofondatore del movimento pentastellato ha proposto alla folla in piazza una diversa prospettiva. “Siate leader di voi stessi. Reagite. Cominciate a fare le brigate di cittadinanza, mascheratevi col passamontagna e di nascosto andate a fare i lavoretti, mettete a posto marciapiedi, aiuole, tombini. Fate il lavoro e scappate” ha detto Grillo.
Parole provocatorie come nello stile di Beppe Grillo che hanno scatenato polemiche incrociate tanto da diventare un caso. “Beppe parlava di cittadinanza attiva, ovvero cittadini che si impegnano per pulire le strade, sistemare panchine…" ha poi precisato l’ufficio stampa. "Si sta montando un caso inutile. Le leggi vietano che qualcuno ripari una panchina, quindi bisogna farlo di nascosto…".
Grillo non demorde e oggi lancia su Instagram un post con cui risponde ironicamente agli attacchi pubblicando la foto di un uomo con t-shirt del Movimento, cappello mimetico e passamontagna con un cartello 'brigata di cittadinanza reparto d'assalto'. E tra i commenti specifica: "brigata riparazione panchine''.
D'Amato si dimette dall'assemblea nazionale Pd: "È stato un errore politico partecipare alla manifestazione dei 5S"
La polemica ha investito però anche il Pd per la partecipazione della segretaria Elly Schlein alla manifestazione dei pentastellati. In contrapposizione con la scelta della segretaria dem, anche il consigliere della Regione Lazio ed ex assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato. “Ho comunicato a Stefano Bonaccini le mie dimissioni dall’Assemblea Nazionale del PD” ha scritto D’Amato su Twitter.
“Brigate e passamontagna anche No. È stato un errore politico partecipare alla manifestazione dei 5S. Vi voglio bene ma non mi ritrovo in questa linea politica. Continuo a lavorare per una alternativa ai sovranisti e ai populisti” ha concluso D’Amato.