Insultato e picchiato dai bulli sui campi di calcetto a Bracciano. E’ successo sabato scorso a un ragazzino di 13 anni che è dovuto ricorrere alle cure mediche in ospedale per le ferite riportate nell’aggressione a pugni e calci che gli è costata una prognosi di 30 giorni.
Tutto sarebbe iniziato con una lite sui campi di calcetto, insulti e parolacce presto degenerati in botte. Il 13enne sarebbe stato aggredito da un coetaneo insieme a un 20enne che lo avrebbero anche preso per il collo e sbattuto contro l’inferriata. L’episodio riportato dal Messaggero è stato raccontato a caldo sui social dalla sorella maggiore della vittima.
“Mio fratello - scrive la sorella - in partita si è scontrato con un ragazzo della sua stessa età e oltre agli insulti gratuiti (ciccione di m…ecc ecc) è stato accerchiato e addirittura hanno chiamato questo 20 enne. Dopo averlo menato la prima volta mio fratello giustamente gli ha dato del c..... (quando questo ragazzo si è allontanato) e la cosa più schifosa ancora è stata che l’hanno richiamato e l’ha ripicchiato ancora…sbattendogli la testa sulle grate del campetto e con le mani al collo dopo essere stato un po’ strozzato, lo ha anche minacciato di morte se fosse andato dai carabinieri”.
Una denuncia choc a cui è poi seguita quella vera ai carabinieri. In un primo momento infatti la vittima aveva cercato di minimizzare ma poi non ha potuto più nascondere l’aggressione e il dolore per i colpi ricevuti. Ora spetterà ai militari di Bracciano ricostruire la dinamica di quanto accaduto anche grazie alle testimonianze di chi sabato era nella zona dell’aggressione.(eg)