A Roma e nel Lazio è boom psicofarmaci nei bambini e negli adolescenti: dal rapporto “L’uso dei farmaci in Italia-OsMed 2024” a cura dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, si evince come il Lazio sia la terza regione italiana per consumo di psicofarmaci nei bambini. La prevalenza d’uso è pari allo 0.72%, a fronte di un valore medio nazionale dello 0.57%.
Boom di psicofarmaci per minori nel Lazio, la posizione di Federfarma
L’uso degli psicofarmaci nei minori, dopo i dati boom emersi da recenti report nazionali, ha sollevato un’ondata di preoccupazione e acceso un acceso dibattito tra medici, psicologi e istituzioni. L’aumento delle prescrizioni, in particolare di ansiolitici e antidepressivi, ha fatto gridare all’allarme, poiché testimonia un disagio crescente tra bambini e adolescenti. Gli esperti, chiamati a esprimersi nel merito, sottolineano come questo fenomeno non possa essere interpretato soltanto in chiave clinica, ma anche sociale e culturale.
Molti specialisti avvertono che la facilità con cui si ricorre al farmaco rischia di diventare un’abitudine, un modo per tamponare un malessere profondo senza affrontarne le radici. Altri, invece, ricordano che in alcuni casi gli psicofarmaci rappresentano un aiuto indispensabile, a patto che siano accompagnati da un percorso psicoterapeutico adeguato e da un costante monitoraggio medico.
Le parole del Presidente di FederFarma
Dietro l’impennata dei numeri si potrebbe celare una realtà fatta di stress scolastico, isolamento, pressione sociale e uso eccessivo dei social media, fattori che incidono sulla salute mentale dei più giovani. La sfida, secondo molti esperti, sarà ora quella di rafforzare il supporto psicologico nelle scuole e nelle famiglie, restituendo ai ragazzi strumenti di ascolto e sostegno prima che il farmaco diventi l’unica risposta possibile.
A commentare i dati del rapporto è il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti: "L'allarme lanciato da Aifa sul consumo di psicofarmaci in età pediatrica impone un'attenzione coordinata tra pediatri, neuropsichiatri infantili, medici di medicina generale e farmacisti. Abbiamo rilevato un aumento nella domanda, sia per i medicinali indicati nei disturbi dell'attenzione e dell'iperattività che per gli ansiolitici e gli oppioidi".