Giorgia Meloni ha annunciato in conferenza stampa lo stop al bollo auto dal 2027, una misura definita centrale nell’agenda di governo e presentata insieme ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La presidente del Consiglio ha ribadito che non si tratta di un passaggio legato a un possibile voto anticipato e ha confermato l’intenzione di porre la fiducia sulla legge elettorale.
Stop al bollo nel 2027
Meloni ha chiarito i contorni del provvedimento: «oltre il 70% delle auto in circolazione aventi diritto, 18 milioni di veicoli, oltre ai motoveicoli». Ha aggiunto che il governo si farà carico di trasferire alle Regioni il mancato gettito. La premier ha escluso finalità elettorali: «Il taglio del bollo non è una manovra elettorale, intendo continuare a governare fino a fine legislatura». Ha poi richiamato un precedente del centrodestra: «Lo schema ricalca quello che un altro governo di centrodestra, di cui ho fatto parte, ha usato per la casa: il tutto mentre la sinistra ancora oggi annuncia la patrimoniale».
Legge elettorale e voto anticipato
La presidente del Consiglio ha insistito sulla stabilità dell’esecutivo: «Voglio arrivare fino alla fine della legislatura perché mi pare di aver fatto un certo vanto della stabilità», precisando che intende proseguire «fino a quando avrò questa bella e solida maggioranza». In merito alla riforma che torna alla Camera il 28 settembre, ha indicato la rotta: «Quando l’emendamento sulle preferenze non passò alla Camera ho sentito dire che il governo non aveva la fiducia per cui credo sia un fatto di chiarezza mettere la fiducia su una legge che ha le preferenze al suo interno». L’obiettivo dichiarato è fare chiarezza e compattare la maggioranza sui passaggi chiave della legge elettorale.
L’incontro Salvini-ambasciatore russo
Rispondendo sulle polemiche legate al faccia a faccia tra Matteo Salvini e l’ambasciatore russo Alexey Paramonov, Meloni ha affermato: «Vedere le aziende italiane che operano in Russia la trovo la cosa più naturale del mondo. Ci sono le sanzioni ma non è mai intervenuto un divieto assoluto di fare attività». E ha aggiunto: «Non c’è niente di strano in questo incontro. Anche sulla presenza dell’ambasciatore russo, perché non abbiamo chiusi i rapporti diplomatici con la Russia». Ha quindi ribadito la linea su Kiev: «l’Italia sull’Ucraina ha una posizione chiara che non cambia» e le recenti incursioni di droni «sono provocazioni» che attestano «una sorta di nervosismo» di Mosca.
Il capitolo Vannacci e le alleanze
Sulle possibili intese con Roberto Vannacci e Futuro nazionale, la premier ha indicato la priorità del governo: «Voglio ricordare che è sempre molto più importante vincere per governare che vincere per non governare». E ha chiuso la porta a convergenze: «Ho sentito Vannacci dire che le alleanze si fanno sul rispetto degli impegni presi con i cittadini. Parliamo di un partito composto da parlamentari eletti nel centrodestra, per votare i provvedimenti del centrodestra e rappresentare i cittadini che hanno votato centrodestra. E oggi si trovano in un partito che vota contro quel programma. Se può accadere una volta, può accadere anche una seconda».