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Un pollaio come centrale di spaccio: blitz antidroga fra Roma e Modena

Un pollaio come centrale di spaccio: blitz antidroga fra Roma e Modena

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Una vasto blitz antidroga coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha portato all’arresto di nove persone nelle province di Modena e Roma. I carabinieri della Compagnia di Tivoli, su disposizione del GIP del Tribunale di Roma, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette cittadini italiani e due albanesi. Gli indagati risultano coinvolti in un’organizzazione criminale dedita alla distribuzione di sostanze stupefacenti e alla detenzione illecita di armi. Le indagini, iniziate nel 2021, hanno svelato una rete ben strutturata con base logistica tra Tivoli e Guidonia Montecelio. Gli inquirenti hanno anche scoperto che le riunioni per coordinare le attività criminali si svolgevano in un pollaio, ritenuto un luogo sicuro contro le intercettazioni ambientali.

Rete criminale attiva tra Roma e Modena: i dettagli del blitz

I carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno avviato un’indagine approfondita nel 2021 per monitorare e contrastare un’organizzazione criminale che operava nel traffico di sostanze stupefacenti. Il gruppo, secondo le ricostruzioni investigative, aveva instaurato una rete operativa tra le province di Roma e Modena.

La Direzione Distrettuale Antimafia, supportata dalla Procura della Repubblica, ha coordinato il blitz che ha portato all’arresto di nove persone. Le autorità giudiziarie hanno identificato sette cittadini italiani e due albanesi come soggetti con ruoli centrali all’interno del sodalizio criminale. L’ordinanza, firmata dal GIP del Tribunale di Roma, dispone la custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati.

Base logistica a Tivoli e Guidonia

L’associazione per delinquere aveva strutturato una base logistica efficiente nei territori di Tivoli e Guidonia Montecelio.

I promotori dell’organizzazione avevano distribuito compiti ben precisi ai membri del gruppo. Alcuni si occupavano della gestione e della custodia delle sostanze stupefacenti, altri si dedicavano al trasporto e allo smercio della droga nei punti di spaccio.

Nel blitz i carabinieri hanno documentato anche la presenza di armi da fuoco, detenute illegalmente, a disposizione dei membri per difendere la loro egemonia nelle aree di spaccio. Una delle piazze principali, secondo le indagini, si trovava in località Favale di Tivoli, dove il gruppo aveva consolidato il controllo del territorio.

Summit in un pollaio

Un elemento singolare, emerso nel corso dell’inchiesta, riguarda il luogo scelto per i vertici del gruppo criminale. Gli inquirenti hanno scoperto che i componenti dell’associazione si incontravano regolarmente all’interno di un pollaio, ritenuto un ambiente isolato e poco sospetto, ideale per eludere eventuali operazioni di intercettazione da parte delle forze dell’ordine.

In questo spazio, i promotori prendevano decisioni operative riguardo la distribuzione della droga, la gestione dei flussi economici e la pianificazione logistica. Il pollaio, collocato in una zona rurale, è risultato un punto chiave per comprendere la struttura organizzativa dell’intera rete.

Una donna di 79 anni nascondeva droga e denaro

Tra le persone indagate, i carabinieri hanno identificato anche una donna italiana di 79 anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’anziana avrebbe messo a disposizione la propria abitazione, situata nei pressi della piazza di spaccio, per occultare parte della droga e custodire i proventi dell’attività illecita.

La sua partecipazione avrebbe permesso al gruppo di proteggere il materiale compromettente da eventuali controlli. Gli inquirenti hanno riscontrato come la donna non solo fosse consapevole del ruolo che ricopriva, ma che agisse attivamente per favorire il funzionamento dell’organizzazione.