Ricerca nel Sito

Blitz all'alba a Roma: misure cautelari tra Magliana e Trullo

Blitz all'alba a Roma: misure cautelari tra Magliana e Trullo

Blitz_all_alba_a_Roma__misure_cautelari_tra_Magliana_e_Trullo

Operazione all’alba nei quartieri della Magliana e del Trullo, dove i carabinieri del Comando provinciale di Roma, su delega della Dda, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone. I destinatari sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio, estorsione aggravata, detenzione illegale di armi e sfruttamento della prostituzione.

Il blitz nei quartieri sud-ovest

L’intervento, coordinato dalla procura di Roma e disposto dal Gip, ha colpito un gruppo ritenuto attivo nel quadrante sud-ovest della Capitale. Al vertice, secondo gli inquirenti, ci sarebbero i pregiudicati romani Roberto Caputo e Sergio Gioacchini, fratello di Andrea Gioacchini, ucciso a colpi di pistola il 10 gennaio 2019 alla Magliana.

L’indagine e le alleanze criminali

L’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, supportata da chat criptate e intercettazioni, ha delineato contatti di alto livello: fornitori in Sud America per l’importazione aerea di droga, cartelli albanesi operanti nel Nord Italia, figure apicali della criminalità romana e delle cosche calabresi.

Traffico di droga e spedizioni punitive

Gli accertamenti hanno documentato la gestione di quantità ingenti di stupefacenti, compresi 500 chili di hashish in un singolo episodio e forniture di cocaina purissima, in parte sequestrate in locali condominiali adibiti a magazzino. È emerso anche il ricorso a spedizioni punitive per un debito di 20mila euro legato a narcotraffico e acquisto di auto, con il pestaggio di un collaboratore che ha riportato gravi lesioni facciali e la perforazione di un polmone.

Sfruttamento e armi a disposizione

I capi avrebbero imposto a una spacciatrice tossicodipendente di prostituirsi in un appartamento messo a disposizione, obbligandola a versare i proventi tramite ricariche Postepay, mentre un sodale incassava 50 euro per ogni cliente. Nel corso delle perquisizioni è stata rinvenuta una pistola a tamburo calibro 22 con munizioni e, nelle chat, si discuteva del reperimento di armi da guerra come fucili d’assalto M4 con cannocchiale e fucili a pompa per possibili agguati omicidiari.

Ulteriori arresti e sequestri patrimoniali

Nelle fasi esecutive i carabinieri hanno arrestato in flagranza altre due persone trovate con importanti quantitativi di cocaina e diverse armi. È stato inoltre eseguito un sequestro preventivo di beni a carico della famiglia di uno dei due promotori: un’auto, una moto, quote societarie e carte Postepay che si ipotizza siano state utilizzate per veicolare i proventi dello spaccio e dello sfruttamento della prostituzione.