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Blitz a San Cesareo: sgomberate due centrali del riciclaggio auto, sei arresti

Blitz a San Cesareo: sgomberate due centrali del riciclaggio auto, sei arresti

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I carabinieri della Compagnia di Roma Piazza Dante hanno smantellato due aree clandestine dedicate allo smontaggio e riciclaggio di auto rubate tra Roma e provincia. Sei persone, tutte con precedenti, sono state arrestate in flagranza per ricettazione e riciclaggio in concorso, al termine di una serie di servizi di osservazione, controllo e pedinamento che hanno portato all’irruzione simultanea nei due siti.

Il blitz e le indagini

L’operazione è scattata con il supporto della Squadra artificieri del Nucleo investigativo di Roma, che ha garantito l’osservazione e la copertura aerea con droni. Nel primo sito, un capannone in via dei Frutteti a San Cesareo, i militari hanno bloccato i sei indagati mentre stavano smontando una Volkswagen Golf, risultata rubata il 24 giugno. Gli accertamenti hanno inoltre documentato che, poco prima dell’intervento, il gruppo aveva già sezionato completamente una Range Rover Evoque sottratta il 28 giugno.

I depositi e i sequestri

Le parti della Range Rover erano state caricate su un autocarro cabinato e trasferite in un secondo deposito di via Godrano, ritenuto punto di stoccaggio finale e di successiva commercializzazione clandestina dei componenti. Nel capannone di San Cesareo è emersa una struttura organizzata con ponti sollevatori, utensili elettrici e pneumatici, smerigliatrici, avvitatori e chiavi specialistiche. I carabinieri hanno sequestrato anche un compattatore industriale, utilizzato per ridurre i residui metallici delle scocche, e un dispositivo jammer per disturbare le frequenze radio e neutralizzare i sistemi Gps. Tutti i componenti rinvenuti sono stati sequestrati e affidati in custodia giudiziaria, in attesa di identificazione e restituzione ai proprietari.

Le misure disposte dall’autorità giudiziaria

Gli arrestati, cittadini italiani e stranieri di età compresa tra 44 e 67 anni e residenti tra Roma e provincia, sono stati portati davanti al Tribunale di Tivoli, che ha convalidato i provvedimenti. In attesa del processo, sono state stabilite misure cautelari differenziate: per uno gli arresti domiciliari, per quattro l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e per il sesto la remissione in libertà.