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Bce alza i tassi: effetti sui mutui e sull’euribor

Bce alza i tassi: effetti sui mutui e sull’euribor

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La Banca centrale europea ha annunciato un aumento dei tassi Bce di 25 punti base, portando il tasso sui depositi dal 2% al 2,25%. La mossa, attesa dagli analisti dopo lo shock energetico legato alla guerra all'Iran, segna la prima stretta monetaria dal settembre 2023. Il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al 2,40%, mentre quello sui prestiti marginali passa dal 2,40% al 2,65%.

Cosa cambia per i mutui

Secondo l’analisi di Facile.it, per un mutuo variabile standard da 126.000 euro in 25 anni la rata potrebbe crescere da subito di circa 16 euro, raggiungendo circa 606 euro. Il portale ricorda che, sebbene l’ultimo aumento dei tassi Bce risalga a luglio 2023, l’Euribor, indice di riferimento dei variabili, ha ripreso a salire da marzo in scia alle tensioni internazionali, anticipando in parte le mosse dell’Eurotower.

L’andamento dell’euribor

Analizzando l’Euribor a 3 mesi, Facile.it evidenzia un incremento di quasi 30 punti base dall’inizio della crisi fino al 5 giugno 2026, quando il tasso ha toccato il 2,31% rispetto al 2,01% di fine febbraio. Questo movimento ha già prodotto un ritocco delle rate di una decina di euro tra marzo e giugno, con l’esborso mensile passato da 579 a 590 euro. «Se è vero che l’Euribor si muove in base alle aspettative sui tassi Bce, non è detto che lo faccia con lo stesso passo e con gli stessi tempi di questi ultimi, bisognerà quindi aspettare ancora un pochino per capire come cambieranno nel concreto le rate», spiegano gli esperti di Facile.it. «È bene ricordare, però, che l’impatto degli aumenti sarà diverso per ciascun mutuatario in base all’importo residuo del finanziamento e al numero di rate ancora da pagare: più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto», sottolineano.

Prospettive fino a fine anno

I Futures aggiornati al 5 giugno 2026 suggeriscono possibili ulteriori rincari nei prossimi mesi. Facile.it stima che la rata di un variabile tipo possa arrivare a circa 626 euro entro la fine dell’anno o, al massimo, a inizio 2027. Se lo scenario si concretizzasse, considerando che a gennaio 2026 la rata era 578 euro, l’aumento medio nel 2026 sarebbe nell’ordine dei 50 euro.

Domanda di credito e profili dei richiedenti

Dal fronte della domanda, l’Osservatorio Facile.it – Mutui.it segnala tra gennaio e maggio un incremento dell’1,7% dell’importo medio richiesto rispetto a un anno fa, a 139.663 euro, a fronte di un valore medio dell’immobile in crescita dell’1,8% a 211.679 euro. L’età media dei richiedenti scende da 40 anni e mezzo a 39 anni e mezzo; per i mutui prima casa il dato passa da 38 a 37 anni.