Due persone, un uomo e una donna, entrambi romani, sono state arrestate dalla Polizia di Stato con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio. La coppia avrebbe allestito una base logistica per lo smercio di droga nei vani tecnici di uno stabile di via dell’Archeologia, nel quartiere di Tor Bella Monaca, trasformando il contatore condominiale in un nascondiglio per le dosi.
Operazione degli agenti del VI Distretto Casilino
L'indagine è stata condotta dagli agenti del VI Distretto Casilino, supportati dal fiuto di Rio, cane antidroga della Polizia Locale di Ciampino. Gli investigatori hanno monitorato i movimenti dell'uomo mentre accompagnava i clienti verso un garage nel seminterrato dello stesso edificio, per poi spostarsi fino al contatore condominiale. Qui avrebbe prelevato alcune dosi, riponendole in un borsello da consegnare alla complice, posizionata nelle strade limitrofe per le presunte vendite al dettaglio.
A quel punto gli agenti sono intervenuti, bloccando i due sospetti. La perquisizione personale sulla donna ha portato al sequestro di quattro involucri di cocaina nascosti tra gli indumenti. Contestualmente, l'ispezione nei locali del seminterrato ha confermato l'uso del contatore condominiale come cache, tra cassette di derivazione e vani tecnici.
Il sequestro e la base logistica
All'interno del contatore sono stati rinvenuti 103 grammi di cocaina, suddivisi in 238 involucri termosaldati, oltre a 200 euro in contanti, ritenuti verosimile provento dell'attività illecita. L'impianto organizzativo, ricostruito tra le aree comuni e il seminterrato, avrebbe reso più rapidi gli scambi e più difficile l'individuazione della droga.
Provvedimenti e garanzie per gli indagati
Per entrambi è scattato l'arresto, poi convalidato nelle aule di Piazzale Clodio. Il giudice ha disposto i domiciliari per l'uomo e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per la donna.
Per completezza si precisa che le evidenze informative e investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.