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Atletica, Az: “L’esclusione di Roma dai mondiali sia stimolo per discussione su candidatura olimpica”

Atletica, Az: “L’esclusione di Roma dai mondiali sia stimolo per discussione su candidatura olimpica”

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C'è rammarico per la mancata assegnazione a Roma dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera del 2029 e del 2031, assegnati rispettivamente a Nairobi e Monaco di Baviera. Si chiude così una candidatura nella quale l'Italia, la FIDAL e il suo presidente Stefano Mei hanno investito energie, credibilità e visione”.

Lo dichiarano i consiglieri capitolini di Azione Flavia De Gregorio e Antonio De Santis e il consigliere del Municipio IX Marco Muro Pes.

I successi straordinari conquistati negli ultimi anni dalle atlete e dagli atleti italiani avevano riportato il nostro movimento ai vertici internazionali. Tuttavia, l'esito del voto conferma una realtà nota: l'assegnazione dei grandi eventi si gioca soprattutto sulla capacità di costruire per tempo una strategia politica, istituzionale e territoriale forte e credibile. Non basta eccellere sul piano sportivo se manca una visione condivisa del futuro.

Per Roma questa battuta d'arresto deve essere letta come un campanello d'allarme. Ancora una volta la Capitale arriva in ritardo sulle grandi sfide internazionali. È emblematico che l'atto di sostegno alla candidatura mondiale sia approdato al voto dell'Assemblea Capitolina soltanto nell'ultimo giorno utile, quando il percorso decisionale era ormai definito. Un ritardo che racconta una difficoltà cronica della politica romana: rincorrere le occasioni invece di prepararle”.

Per questo chiediamo che venga finalmente calendarizzata in Aula Giulio Cesare la nostra mozione, depositata già a gennaio, sulla candidatura olimpica di Roma. Non chiediamo di assumere oggi una decisione definitiva, ma di compiere un passo preliminare indispensabile: verificare lo stato degli impianti, valutare le infrastrutture, analizzare costi, opportunità e ricadute per la città. In altre parole, fare quella programmazione che dovrebbe precedere qualsiasi scelta ambiziosa.

Roma non può continuare a restare ferma nell'attesa che qualcun altro decida. Ogni ritardo significa perdere opportunità, investimenti e centralità internazionale. La Capitale dispone di una storia unica, di competenze riconosciute e di un patrimonio impiantistico importante. Quello che manca non sono le potenzialità, ma la volontà politica di pianificare per tempo e di dotare la città di una strategia all'altezza delle sue ambizioni”.

Max