Si è conclusa a Roma la ventiduesima edizione dell’Asian Film Festival, che ha animato per diversi giorni le sale del cinema Farnese con una selezione di opere cinematografiche provenienti da tutto il continente asiatico. Sotto la direzione artistica di Antonio Termenini, il festival ha offerto al pubblico un ampio panorama di storie, stili e visioni, premiando i migliori titoli e talenti emergenti della scena internazionale.
Asian Film Festival a Roma: i premiati
Il premio come Miglior Film è stato conferito a Cu Li Never Cries del regista vietnamita Pham Ngoc Lân, già affermatosi alla Berlinale 2025 come miglior esordio. Un’opera delicata e profonda, che ha conquistato la giuria per la sua capacità di raccontare la condizione umana con sguardo inedito e poetico. La Migliore Regia è stata invece attribuita al cineasta cinese Midi Z per il film The Unseen Sisters, incentrato sul complesso rapporto tra due sorelle, e sulle dinamiche intime che emergono dall’incontro inatteso.
Il riconoscimento per il Film più Originale è stato diviso tra due titoli: Tale of the Land dell’indonesiano Loeloe Hendra Komara e Ma – Cry of Silence del regista del Myanmar The Maw Naing, entrambi distintisi per l’innovazione narrativa e l’intensità dei contenuti trattati.
Sul versante delle interpretazioni, il Premio Miglior Attore è stato assegnato ex aequo a Yu-Ning Tsao e Hsiu-Fi Liu, protagonisti del film Pierce di Nelicia Low, un’intensa vicenda familiare legata al mondo della scherma. Laura Basuki ha invece ottenuto il titolo di Miglior Attrice per il ruolo nel film Yohanna, in cui interpreta una religiosa impegnata in una difficile missione contro lo sfruttamento minorile.
Anche il mondo accademico ha avuto un ruolo attivo nella manifestazione: gli studenti dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (Unint) hanno premiato A Girl with Closed Eyes di Chun Sun-young come miglior film tra i Newcomers, mentre la giuria della Rome University of Fine Arts (Rufa) ha riconosciuto Playground di Yaxing Lin come miglior cortometraggio.
Il festival chiude così la sua edizione 2025 confermandosi come punto di riferimento per il cinema asiatico in Europa, con una proposta culturale che unisce qualità artistica, pluralità di voci e partecipazione delle nuove generazioni.