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Arrestato a Ciampino un pericoloso boss georgiano, era ricercato a livello internazionale

Arrestato a Ciampino un pericoloso boss georgiano, era ricercato a livello internazionale

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Un cittadino georgiano di 44 anni, considerato uno dei vertici della criminalità organizzata e noto con il titolo criminale di “ladro della legge”, è stato fermato presso l’aeroporto di Ciampino dalle autorità italiane. L’uomo risultava latitante da mesi ed era oggetto di due mandati di arresto internazionali emessi per gravi reati, tra cui associazione criminale e fuga dalla detenzione. Secondo gli inquirenti, il soggetto avrebbe orchestrato numerose attività criminali in Ucraina, in particolare a Odessa, imponendosi come figura centrale in estorsioni e violenze su commissione. L’operazione, realizzata dalla Squadra Mobile di Roma in collaborazione con la Polizia di Frontiera e con il supporto della cooperazione internazionale, si è conclusa con il trasferimento del sospetto nel carcere di Regina Coeli.

Operazione a Ciampino: fermato un latitante di alto profilo

Nella mattinata del 22 maggio, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Roma hanno fermato un cittadino georgiano in arrivo presso lo scalo di Ciampino. Il soggetto, noto alla criminalità come figura di spicco della cosiddetta “società dei ladri”, viaggiava a bordo di un’autovettura con targa tedesca, con l’obiettivo di eludere i controlli di frontiera.

Le forze dell’ordine, attive da tempo nella sua localizzazione, sono riuscite a individuarlo grazie a un’attività investigativa condotta in sinergia con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Al momento del fermo, l’uomo non ha opposto resistenza. Gli agenti lo hanno condotto presso il carcere romano di Regina Coeli, dove rimane in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria competente.

Il boss georgiano “ladro della legge”

Il fermato apparteneva al gruppo dei cosiddetti “ladri della legge”, termine utilizzato nel contesto mafioso dell’ex Unione Sovietica per indicare individui che godono di uno status criminale elevato. Questo titolo, considerato sacro nell’ambiente malavitoso, rappresenta un riconoscimento formale del potere di comando, della capacità di mediazione tra clan e della gestione delle attività illecite su larga scala.

Secondo le autorità ucraine, il boss georgiano avrebbe gestito direttamente una rete di affiliati attivi nella zona di Odessa, promuovendo operazioni estorsive e crimini violenti. Tra gli episodi più gravi riscontrati dagli investigatori figura un’estorsione da 350.000 dollari, avvenuta nell’agosto 2021, durante la quale furono minacciate esecuzioni in caso di mancato pagamento.

Mandati internazionali e accuse a carico del sospetto

Le autorità avevano già spiccato due mandati di cattura internazionali nei confronti dell’uomo, uno dei quali legato a un’evasione avvenuta durante il periodo di custodia cautelare. Il secondo, più recente, si riferisce al suo coinvolgimento in una vasta organizzazione criminale responsabile di traffici illeciti e attività mafiose.

L’Ufficio Centrale Interpol aveva inserito il georgiano tra i ricercati di massima pericolosità, rendendo la sua localizzazione una priorità per le forze dell’ordine europee. Il suo arresto rappresenta un successo importante nell’ambito delle operazioni transfrontaliere di contrasto alla criminalità organizzata, rese possibili dalla stretta collaborazione tra le polizie internazionali.

Collaborazione internazionale e ruolo della Polizia italiana

Il successo dell’operazione è stato possibile grazie a un’intensa attività di intelligence e coordinamento tra le diverse forze dell’ordine, italiane e straniere. In particolare, il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia ha fornito supporto nella trasmissione delle informazioni provenienti dalle autorità ucraine e georgiane.

La Polizia di Frontiera di Ciampino ha collaborato attivamente con la Squadra Mobile di Roma per garantire la sicurezza dell’intervento e impedire eventuali tentativi di fuga. L’arresto del latitante dimostra l’efficacia del sistema di controllo aeroportuale e l’importanza delle sinergie operative nella lotta contro le reti mafiose internazionali.

Dopo la cattura, il cittadino georgiano è stato condotto nel penitenziario di Regina Coeli, dove rimarrà in custodia in attesa dell’udienza per la convalida del fermo. Le autorità giudiziarie italiane stanno valutando le richieste di estradizione da parte dei Paesi interessati, in particolare l’Ucraina, dove sarebbero stati commessi i reati più gravi.