Ariccia rimanda il maxi intervento urbanistico previsto lungo via Nettunense, a ridosso del Nuovo Ospedale dei Castelli. La Regione Lazio ha disposto la valutazione ambientale strategica completa, alla luce dei rilievi formulati da Città Metropolitana e Soprintendenza. La frenata è ora riportata nel Dup 2027-2029, presentato dalla Giunta Staccoli il 24 luglio 2026 e approvato dal Consiglio comunale il 29 luglio.
La decisione della Regione Lazio
La Determinazione regionale del 22 aprile 2026 ha escluso una verifica semplificata e ha richiesto la procedura VAS con rapporto ambientale, consultazioni e analisi delle alternative. Non si tratta di una bocciatura, ma di un rallentamento sostanziale, motivato dall’impossibilità di escludere impatti significativi e cumulativi su paesaggio, traffico, risorsa idrica e suolo lungo l’asse Appia-Nettunense.
Cosa prevede il piano galloro-catena
Il Programma integrato interessa circa 18,4 ettari. Nella porzione prossima al NOC prevede 24.412 metri cubi di residenziale privato, 2.000 metri quadrati di commerciale e 1.370 metri quadrati turistico-ricettivi, con una stima di 305 nuovi abitanti. Il disegno urbanistico include funzioni ricettive e per il tempo libero, 9.938 metri quadrati di standard pubblici, tre aree parcheggio, un centro sportivo su 20.140 metri quadrati e un nuovo collegamento viario tra via Nettunense e via Campoleone, pensato anche per l’accesso all’ospedale e al futuro polo universitario.
Lo scambio urbanistico e i rilievi degli enti
Il cuore dell’operazione è il trasferimento di capacità edificatoria. I privati cederebbero al Comune circa 100.740 metri quadrati di bosco a Galloro, dentro il Parco dei Castelli Romani, rinunciando a costruire in quell’area. Una quota ridotta dell’edificabilità riconosciuta dal PRG del 1977 a Galloro, pari in origine a 45.857 metri cubi residenziali, verrebbe spostata sui terreni dei Piani di Santa Maria, tra Nettunense, Campoleone e NOC. Città Metropolitana ha espresso parere non favorevole, richiamando il contrasto con prescrizioni del proprio piano territoriale e l’inclusione dell’Area B nella rete ecologica provinciale e nel “Territorio agricolo tutelato”. La Soprintendenza ha chiesto la VAS, segnalando l’impatto percettivo permanente su un’area ancora agricola e di filtro tra campagna e urbanizzazione.
Le misure proposte e il nodo acqua
Il Comune ha integrato il progetto con interventi ambientali. Il 73% delle superfici resterebbe permeabile, 44.500 metri quadrati sarebbero destinati a verde e circa 3.000 a tetti vegetali, con corridoio ecologico medio di 20 metri, parcheggi drenanti e piantumazioni per 200 alberi e 580 arbusti. Le osservazioni degli enti, tuttavia, non sono state ritirate.
Resta centrale il tema idrico nel sistema degli acquiferi dei Colli Albani. La documentazione su fabbisogni, approvvigionamento e disponibilità della rete Acea dovrà essere completata, con recupero delle acque piovane, drenaggi, vasche di laminazione e verifiche fognarie. La VAS dovrà accertare se la tutela del bosco a Galloro possa compensare l’impatto di un nuovo comparto urbano accanto al NOC.