Ricerca nel Sito

Ara Pacis, a Roma la retrospettiva su Robert Mapplethorpe: il rigore della bellezza in mostra fino al 4 ottobre

Ara Pacis, a Roma la retrospettiva su Robert Mapplethorpe: il rigore della bellezza in mostra fino al 4 ottobre

Ara_Pacis__a_Roma_la_retrospettiva_su_Robert_Mapplethorpe__il_rigore_della_bellezza_in_mostra_fino_al_4_ottobre

Al Museo dell’Ara Pacis di Roma apre oggi al pubblico «Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza», ultimo capitolo della trilogia dedicata al grande fotografo statunitense scomparso nel 1989, dopo le tappe di Venezia e Milano. L’esposizione, a cura di Denis Curti in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, rimarrà visitabile fino al 4 ottobre 2026 e propone un itinerario che attraversa il tema della bellezza come perfezione e rigore formale.

Un percorso tra classicità e contemporaneità

La retrospettiva indaga la ricerca di Mapplethorpe su corpi, volti, fiori e nature morte, immagini modellate dalla luce con un’attenzione quasi scultorea. In mostra compaiono anche due statue antiche, concepite per instaurare un dialogo diretto con i nudi dell’autore, sottolineando il continuo rimando tra la tradizione classica e la fotografia contemporanea.

Italia al centro e inediti da Capri e Napoli

Tra i nuclei più significativi spiccano lavori legati al rapporto dell’artista con l’Italia, inclusi scatti realizzati a Capri e Napoli. «Uno dei nuclei più significativi è dedicato all’Italia, con fotografie realizzate a Napoli dopo il terremoto grazie all’invito del gallerista Lucio Amelio, che coinvolse Mapplethorpe insieme ad altri artisti internazionali in un progetto di sostegno alla ricostruzione culturale della città», racconta Curti.

Ritratti iconici e sperimentazioni

Il percorso espositivo presenta collage sperimentali degli anni Sessanta e una selezione di celebri ritratti, dalla musa Patti Smith ad Andy Warhol, Isabella Rossellini, Richard Gere, Yoko Ono, William Burroughs, Peter Gabriel e David Byrne. «C’è una sezione meravigliosa di comparazioni dove si vedono corpi che assomigliano a statue e statue che assomigliano ai corpi in una maniera armoniosa. Questo ci racconta quanto Mapplethorpe sia stato un visionario, capace di affrontare temi come identità di genere, identità sessuale e inclusione in anni in cui gli omosessuali venivano ghettizzati», conclude.

Un tour virtuale per scoprire la mostra

Accanto al percorso nelle sale dell’Ara Pacis, un tour virtuale offre uno sguardo d’insieme sull’allestimento romano, accompagnando il pubblico alla scoperta delle opere e dei nuclei tematici che segnano questo capitolo conclusivo della trilogia dedicata a Robert Mapplethorpe.