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Antonio Banderas: la vita dopo l’infarto e il ritorno a Málaga

Antonio Banderas: la vita dopo l’infarto e il ritorno a Málaga

cinema

Antonio Banderas racconta una trasformazione personale seguita all’infarto del 2017, vissuto mentre si trovava nella sua casa nel Surrey, in Inghilterra. L’episodio lo ha spinto a smettere di fumare e a rientrare stabilmente nella sua Málaga, dove ha riorientato priorità e progetti. "Sai sempre, almeno in teoria, che un giorno morirai", dice l'attore a 'People', "ma quando la morte ti passa così vicino, capisci con una chiarezza brutale quanto sia inutile perdere tempo con ciò che non conta". L'infarto "è stata la cosa migliore che mi sia mai capitata: è come se qualcuno mi avesse messo degli occhiali: all’improvviso vedevo una realtà che prima mi sfuggiva".

Il cambio di rotta tra teatro e impresa

Da allora Banderas ha consolidato l’impegno nel Teatro del Soho CaixaBank di Málaga, dove produce spettacoli e musical, e ha investito nella ristorazione. "È vero che il cibo e la gastronomia sono una cultura". Un convincimento che riaffiora anche nel film Tony – Diario di un giovane cuoco (dal 27 nelle sale italiane con I Wonder Pictures), in cui interpreta uno chef che ha segnato la giovinezza di Anthony Bourdain. "Non ho conosciuto Bourdain di persona", racconta. Sul personaggio aggiunge: "E' ispirato al suo mentore Ciro Cozzi, era un uomo buono, uno che aveva qualcosa da dire". Il mondo della cucina, sottolinea l’attore, resta familiare: "mi ha appartiene, ho otto ristoranti. Era impossibile dire di no a un progetto così".

Tra Hollywood e il richiamo di casa

Banderas ha esordito con Pedro Almodóvar in Labirinto di passioni, per poi imporsi a Hollywood con titoli come Philadelphia, Intervista col vampiro ed Evita, fino alla consacrazione nel 1998 con La maschera di Zorro, seguita da The Legend of Zorro nel 2005. "Sono stati anni bellissimi ed eccitanti a Los Angeles, ma ho sempre avuto la sensazione che fosse qualcosa di provvisorio, che non sarebbe durato per tutta la vita. Sapevo che non ero destinato a vivere a Malibu, ma a Malaga", ammette. Oggi la sua bussola è chiara: "Le persone vivono come se non dovessero morire mai. Accumulano cose. Io non voglio accumulare nulla, l'unica cosa che mi interessa adesso è l’esperienza di vivere", conclude.