A Roma resta al palo l’osservatorio sull’inquinamento elettromagnetico previsto dal nuovo regolamento comunale sulle antenne, mentre la pianificazione delle installazioni continua a mancare. Cittadini e comitati tornano a chiedere ascolto e strumenti di controllo, preoccupati per la proliferazione degli impianti e per l’assenza di una regia unitaria dell’amministrazione.
Il nodo della pianificazione
Nel confronto pubblico del 10 aprile alla “casa del municipio VIII”, alla Montagnola, promosso dal movimento “No antenne senza pianificazione” e alla presenza del minisindaco Amedeo Ciaccheri, il tema centrale è stato il ritiro della programmazione comunale sulle nuove stazioni radio. “Abbiamo ottenuto che nel nuovo regolamento venisse inserito l’elenco delle linee guida con cui individuare i siti sensibili. Siamo invece stati messi in minoranza quando abbiamo chiesto che queste linee guida fossero accompagnate anche dalla pianificazione”, ha ricordato il capogruppo di Europa Verde, Nando Bonessio, presente all’incontro svoltosi alla Montagnola insieme al pentastellato Daniele Diaco.
Le Norme tecniche di attuazione legate al Prg del 2008 prevedevano per il Comune un quadro di pianificazione delle antenne, ma nel 2024 l’assemblea ha aggiornato lo strumento urbanistico rimuovendo l’articolo 105 sulla programmazione. “Alle Norme tecniche di attuazione, che tra un mese dovrebbero arrivare alla loro approvazione finale, sono state presentate 1.060 osservazioni. Più di 100 sono state quelle relative alla soppressione dell’articolo che prevedeva la pianificazione – ha osservato Bonessio –. Va reintrodotto l’articolo perché farlo – ha spiegato il capogruppo di Europa Verde – significa rivedere anche il nuovo regolamento”.
Coordinamento istituzionale assente
Altre criticità riguardano il coordinamento tra uffici e territori. “Manca una cabina di regia in ambito istituzionale, anche internamente all’amministrazione capitolina. Non si parlano tra municipi e dipartimenti – ha fatto notare il consigliere pentastellato Daniele Diaco –. Inoltre, la competenza, oggi del dipartimento attività produttive e del dipartimento urbanistica, deve tornare ad essere di quello ambiente, dove lavorano persone che hanno competenze adeguate e possono porre l’attenzione sulle conseguenze che la diffusione delle antenne ha sulla salute” ha rimarcato Diaco.
L’osservatorio che non c’è
Il regolamento prevede l’istituzione dell’Osservatorio entro 90 giorni dalla delibera del 2024, con funzioni di parere anche su campagne di sensibilizzazione. “Il Regolamento sulla localizzazione degli impianti di telefonia mobile prescrive, entro 90 giorni dalla sua approvazione, l’istituzione di un Osservatorio” ha ricordato Giuseppe Teodoro, vicepresidente di Ecoland. La mancata attuazione ha spinto i cittadini ad auto-organizzarsi. “È preoccupante che Roma Capitale prosegua nel proprio comportamento omissivo, ritardando l’attuazione di quelle azioni e attività conseguenti a un proprio atto regolamentare” ha sottolineato Teodoro.
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Le mozioni bocciate nei municipi
Il 14 aprile, in municipio IX, una mozione per sollecitare l’attivazione dell’Osservatorio è stata respinta. “Una maggioranza priva di coraggio ha bocciato con astensione il sollecito al sindaco di istituire l’osservatorio di settore sull’inquinamento elettromagnetico prevista dal regolamento comunale” ha commentato Carla Canale, capogruppo municipale della lista civica Raggi. Un analogo atto è stato respinto anche in municipio IV.