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"Another Home”, il Municipio Roma V si racconta attraverso sette cortometraggi

"Another Home”, il Municipio Roma V si racconta attraverso sette cortometraggi

Con occhi emozionati, l’attore Michele Gammino parla ai microfoni di Radio Roma della sua città come un primo amore che non si può scordare. In particolare il forte legame lo sente con il Municipio V, dove lui è cresciuto.
Ora quel legame è ancora più forte perché attraverso l’interpretazione del personaggio di Pietro in Another Home riesce a mostrare a tutti quanto sia potente il cinema e quanto un territorio sia il mix perfetto tra storia, arte, tradizioni, memorie e culture.

Cos’è Another Home?

Another Home è una serie audiovisiva ambientata nel Municipio V di Roma, con la regia di Vincenzo Giordano. Dal punto di vista della narrazione, si vede Luce, interpretata dall’attrice emergente Mia Russell, che arriva a Roma per scrivere un articolo in quanto è una reporter americana. Incontra Pietro, un “Cicerone”, interpretato da Michele Gammino, attore e storico doppiatore di grandi attori hollywoodiani tra i quali Harrison Ford, Jack Nicholson, Morgan Freeman, Kevin Costner e Bill Murray. Con lui inizia un dialogo amichevole, tra “nonno” e “nipote”, un dialogo che parte da una macchina fotografica, simbolo di uno strumento che immortala il tempo, lo spazio e le persone. Da quel momento, si dà il via ad un percorso che attraversa luoghi e atmosfere del Municipio V.

Molto più di una “semplice” serie…

Il lavoro svolto è molto più di una “semplice” serie: è un’esperienza grazie alla quale si scopre un territorio con una guida d’eccezione, ma soprattutto attraverso occhi che si stupiscono dell’inaspettato. Infatti, si tratta di una serie nata nell’ambito del “Progetto di valorizzazione territoriale, per l’ampliamento dell’offerta turistica, anche in previsione del Giubileo 2025”, approvato e finanziato dalla Regione Lazio. Il percorso è stato sviluppato con la partecipazione del Municipio e il progetto è stato realizzato dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese formato da Event Way S.r.l. e Calamazú S.r.l..

Il cinema è un luogo dove, spente le luci, inizia una magia fatta di voci, di immagini che trasmettono un messaggio con la speranza che il racconto vada oltre lo schermo. E Another Home, con il potere immenso del cinema, vuole uscire dal grande (o piccolo) schermo per diventare uno strumento divulgativo e turistico. Oltre alla serie, infatti, il progetto vede un sito web dedicato, pensato come punto di riferimento per fare un viaggio all’interno del Municipio V.

Due appuntamenti per il 30 marzo

Doppio appuntamento per il 30 marzo:

  • allo Spazio Diamante, con l'anteprima della serie;
  • alle 21.00 sul sito anotherhomelaserie.it dove si potrà vedere la prima delle sette puntate che usciranno poi ogni lunedì per sette settimane.

Due chiacchiere con il regista Vincenzo Giordano

Dall’accento di Vincenzo Giordano, si sente che lui non è romano – de’ Roma – ma questo non significa che non conosca le peculiarità della città che al contrario si legge amoR.

Seduto su una sedia del locale Buseto al Pigneto (quartiere del Municipio V), spiega ai microfoni di Radio Roma perché si è scelto proprio quel posto per fare l’intervista. “Abbiamo girato la nostra serie, nella serata dedicata al Pigneto, proprio qui a Buseto, che tra l'altro ha come curiosità il fatto che quando cinque anni fa mi trasferì al Pigneto, abitavo esattamente al primo piano di questa palazzina, quindi è stato un bel ritorno a casa”.

E ben trovato allora, perché il Municipio V ha da sempre visto grandi nomi del cinema internazionale camminare su queste strade. Che sia di buon auspicio!

Ma partiamo dalla serie di cui Giordano ne è il regista. “La serie racconta l'arrivo di Luce, reporter italoamericana, che ha radici in questa Roma del Municipio V e nel fare il suo lavoro da giornalista, cerca di riconnettersi con le sue origini. Lo fa anche grazie al personaggio di Pietro”. Chi cerca, trova. E chissà quale sarà il viaggio che intraprenderanno i due personaggi assieme, ma una cosa è certa: il percorso lo potrà affrontare chiunque voglia scoprire un angolo di città dai sapori completamene romani.

Questo è il potere del cinema. Questo è il potere dell’arte. Questo è il potere della condivisione. “Il cinema è tutto, smuove la coscienza e lo fa la maggior parte delle volte anche negli spettatori che meno immaginano che sia possibile una cosa del genere. Il cinema va oltre lo schermo, entra nelle nostre vite, nella nostra testa, nei nostri cuori. I personaggi e le storie che raccontiamo diventano parte di una famiglia che è la famiglia di tutti. Non c'è arma più potente del cinema per il territorio, per gli individui, per le società e per tutto ciò che di bello c'è da dire e da raccontare”. E come biasimarlo, siamo contornati di arte e alcune volte la diamo per scontata.

Due chiacchiere con l’attore e doppiatore Michele Gammino

Le sensazioni che si provano ascoltando le parole di Michele Gammino sono di profonda rassicurazione e di convinzione che il passato è eternamente presente nel nostro quotidiano. Lui è l’emozione fatta persona e appena inizia a parlare, la sua voce – ma ancor di più ciò che dice – rafforza l’idea che un mondo migliore è possibile. Basta crederci e volerlo, ma serve preparazione e curiosità.

Ai microfoni di Radio Roma, Gammino racconta il ruolo interpretato nella serie “Another Home”. “Il mio ruolo è quello di un anziano pensionato che gira e si fa le sue passeggiate con un cagnolino, incontra questa ragazza con una bella macchina fotografica. Incuriosito e da ex appassionato di fotografia, fa delle domande sulla macchina. Nasce un dialogo, un rapporto amichevole e simpatico tra nonno e nipote, per così dire, e insieme giriamo per questi quartieri che sono, anche nella vita, parte della mia esperienza personale. Io sono nato proprio da queste parti. Abbiamo girato addirittura vicino alla casa di mia nonna e mi sono anche un po' emozionato perché a quell'epoca c'era solo quella palazzina al Quadraro”.

Roma cambia profondamente ogni giorno: basti pensare che il “fuori porta” di una volta non è più quello di oggi. Ogni luogo è fatto di un passato e senza il passato nessun luogo sarebbe quello che è oggi. Funziona allo stesso modo con le nostre vite. Andare alla scoperta di persone nuove e posti nuovi, o già conosciuti, non lascia quasi mai delusi perché si torna a casa con un bagaglio nuovo che arricchisce. E così avviene per il Municipio V, sfondo della serie. “Per quelli che vengono dall’altra parte della città è un po' come venire dall'estero, ragion di più per fargliela conoscere e far capire che anche i romani che abitano negli altri quartieri di questa città ormai immensa, possano vedere che cosa era, che cosa è stata, che cosa è diventata e la trasformazione nel corso del tempo”.

Due chiacchiere con il presidente del Municipio V

Another Home è una serie dedicata interamente al Municipio V di Roma, ai suoi luoghi storici e ai suoi racconti. Come può sentirsi il mini-sindaco di quella parte di territorio? “Emozionato”, dice il presidente Mauro Caliste. “Ci sentiamo orgogliosi. Ho visto l'anteprima dell'anteprima e sicuramente chi la vedrà si renderà conto di quello che si è voluto raccontare in 40 minuti. Si è voluto raccontare questo territorio, ciò che era e ciò che è. Si è voluto raccontare un'emozione. Non è un caso che noi negli ultimi due anni siamo i primi a Roma per numero di iniziative culturali”.

La cultura, si sa, salva la vita e preserva la memoria. “Non ci dobbiamo dimenticare quello che eravamo per capire chi siamo e quello che vogliamo essere. Il nostro municipio, che è un municipio che parte da La Rustica e arriva fino al Pigneto, passando per Centocelle e Quarticciolo, è stato negli ultimi sessant’anni un set al cielo aperto: quindi, qui da noi è passata la grande Anna Magnani, Alberto Sordi - e voglio ricordare che il 15 giugno inaugureremo una statua dedicata all'Albertone nazionale a Villa De Santis – e poi ancora, Paola Cortellesi con i suoi film, Pier Paolo Pasolini. Grandi artisti romani e allo stesso tempo italiani e internazionali sono passati per le nostre strade, quindi dobbiamo anche rendere omaggio a questi uomini e a queste donne”.