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Anguillara, telefonino di Carlomagno al vaglio: autopsie a Roma

Anguillara, telefonino di Carlomagno al vaglio: autopsie a Roma

Federica Torzullo

Proseguono ad Anguillara gli accertamenti sull’omicidio di Federica Torzullo. Gli investigatori sono pronti a estrarre la copia forense del telefonino di Claudio Carlomagno, mentre analisi analoghe potrebbero riguardare i cellulari dei genitori, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, trovati senza vita. Oggi sono attese le autopsie a Roma.

Le verifiche sui dispositivi

L’analisi dei dati punta a definire l’ora esatta dell’aggressione e a chiarire se, nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, Carlomagno abbia contattato qualcuno o cercato indicazioni su come eliminare tracce. Gli inquirenti intendono verificare anche eventuali messaggi inviati dai genitori prima del gesto estremo, per comprendere cosa li abbia spinti a togliersi la vita. Il procuratore capo di Civitavecchia Alberto Liguori sintetizza: «Non è possibile che abbia fatto tutto in 45 minuti».

La cronologia contestata

Gli accertamenti nella villetta di Anguillara e nella ditta di famiglia in via Comunale San Francesco potrebbero spostare indietro l’orario del delitto rispetto alle 6.30 del 9 gennaio, indicato dal marito. La messinscena della scomparsa di Torzullo davanti all’aeroporto di Fiumicino, sostenuta da messaggi inviati dal suo telefono, è durata pochi giorni. Il 18 gennaio il corpo della donna è stato trovato a due metri e mezzo di profondità, in uno scavo effettuato con un bobcat nella sede dell’azienda di famiglia. In precedenza il 47enne aveva presentato ai carabinieri la denuncia di scomparsa, parlando di «alti e bassi coniugali».

Il movente al centro dei dubbi

Carlomagno ha riferito: «Federica aveva minacciato che dopo la separazione mi avrebbe portato via il bambino». Una versione respinta dai familiari della vittima: «Lo stimava come padre, aveva fatto carriera grazie alla sua presenza in casa con il figlio. Mai gli avrebbe impedito di vederlo». Resta sullo sfondo l’ipotesi che l’omicidio sia maturato in un contesto di separazione in casa e di una relazione della 41enne con un 45enne di Ancona, circostanza che il marito potrebbe aver appreso dopo Capodanno, a ridosso dell’udienza sull’affidamento del figlio.