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Anguillara, l’autopsia sul caso Torzullo rafforza pista premeditazione

Anguillara, l’autopsia sul caso Torzullo rafforza pista premeditazione

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Anguillara resta al centro delle cronache giudiziarie dopo i risultati dell’autopsia sul corpo di Federica Torzullo, uccisa tra l’8 e il 9 gennaio con ventitré coltellate. Gli accertamenti medico legali indicano una dinamica maturata dopo la cena della famiglia e contraddicono la versione fornita dal marito Claudio Carlomagno, oggi in carcere. Nel fascicolo spiccano tracce di «fibre vegetali», un elemento che supporta la ricostruzione della premeditazione e della successiva movimentazione del cadavere.

Le conclusioni dell’esame autoptico

Il team composto da Benedetta Baldari, Giulio Sacchetti, Gino Saladini e Antonello Cirnelli ha fissato una finestra temporale serale per la morte della quarantenne. La formula sintetizza la svolta: «Morta la sera». La valutazione medico legale esclude l’ipotesi di un raptus mattutino e descrive colpi inferti con precisione, molti al volto, seguiti da lavaggio, ripulitura e occultamento del corpo. Secondo gli accertamenti, sarebbe stato tentato anche un parziale danneggiamento con il fuoco.

La ricostruzione degli investigatori

Per gli inquirenti, la scena si sposta poi all’esterno dell’abitazione. Carlomagno avrebbe caricato il corpo nella sua Kia, raggiunto un’area di pertinenza della società di ristrutturazioni e seppellito i resti in una buca scavata con una ruspa. L’arma sarebbe stata gettata lungo la strada che collega Anguillara alla frazione di Osteria Nuova. L’arresto è arrivato una settimana dopo ad opera dei carabinieri, con il coordinamento del procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori. L’indagato, assistito dall’avvocato Andrea Miroli, ha reso dichiarazioni che non hanno colmato le incongruenze temporali.

Il contesto familiare e gli sviluppi

Dalle carte emerge un quadro di tensione legato alla decisione di Federica di lasciare il marito e a nuovi legami affettivi. La versione dell’indagato su un contrasto per l’affidamento del figlio è stata smentita dalla famiglia materna. Il minore è stato affidato ai nonni della vittima. Alla fine di gennaio la tragedia si è allargata con il suicidio dei genitori di Carlomagno, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio. Le indagini proseguono sulla cornice della premeditazione, alla luce degli elementi autoptici e dei riscontri sulle fasi di occultamento del corpo.