Angelina Mango torna dal vivo con il tour Nina nei teatri e fa registrare il tutto esaurito anche a Roma. Dopo oltre un anno di pausa scelta per tutelare la propria salute, la cantautrice riabbraccia il pubblico con una scaletta che intreccia i primi successi e i brani di Caramé, l’album uscito nell’ottobre 2025.
Il ritorno sul palco
La decisione di fermarsi era arrivata nell’ottobre 2024, quando aveva scritto: «Devo fermarmi perché voglio prendermi cura di me». Da allora un lavoro silenzioso tra i banchi dell’università di Bologna e la scrittura del nuovo disco, annunciato a sorpresa con parole misurate e precise: «Ho scritto 15 tracce + 1». La ripartenza è passata dai teatri, con un’impronta più intima e acustica, dove la voce resta al centro e ogni dettaglio può emergere senza filtri. La data zero del 21 febbraio al PalaUnical Teatro di Mantova ha segnato l’avvio di una tournée di dodici appuntamenti, molti dei quali già sold out.
La tappa romana
Mercoledì l’artista arriva all’Auditorium Conciliazione (auditoriumconciliazione.it), dopo la tappa di stasera a Napoli. Anche a Roma i biglietti sono andati esauriti in poche ore, confermando l’attesa per un repertorio che spazia da Noia a Che t’o dico a fa, fino ai nuovi inediti. Nel cuore del live trova spazio la title track Caramé, in cui canta: «Cara me, devi aggiustare tutto. Fai presto», un passaggio che restituisce il filo emotivo di un percorso artistico e personale ricomposto passo dopo passo.
Le parole dell’artista e il sostegno della manager
Di fronte ai fan, Angelina ha mostrato gratitudine e misura: «Non ho chiesto niente ma mi è arrivato tantissimo, grazie. Non vedo l’ora di vedere il futuro, ma il presente mi piace, grazie per la vostra attenzione e per la vostra dolcezza». Poi il ringraziamento alla manager Marta Donà, decisivo nella scelta dello stop e nel ritorno in equilibrio: «È una persona che mi ha davvero salvato la vita: lei mi ha dovuto convincere a fermarmi un anno e mezzo fa. E ha fatto bene, ha fatto il mio bene come sempre. Quindi grazie Marta». Un abbraccio che a Roma promette di trasformarsi in un nuovo capitolo condiviso tra palco e platea.