Angeli senza Ali, associazione di promozione sociale con sede operativa in via Forno Casale 46 a Settecamini, in zona Tiburtina, consolida la propria presenza sul territorio di Roma con una rete di servizi dedicati ad anziani e persone con disabilità. Presieduta dallo psicologo clinico Lorenzo Urbani, la realtà nata per unire giovani operatori del sociale ha progressivamente ampliato il raggio d’azione, muovendo i primi passi tra Case Rosse e le frazioni di Guidonia Montecelio, Setteville e Marco Simone e concentrando oggi gran parte delle attività nei Municipi IV e V.
Una rete che parte dalle periferie
La missione dell’associazione è chiara: garantire un supporto concreto a chi vive una condizione di fragilità, costruendo connessioni stabili con le realtà locali. L’approccio si fonda sul lavoro in rete e sull’integrazione con i servizi già presenti, per intervenire in modo rapido e coordinato dove la domanda è più alta. In questo solco, l’associazione collabora attivamente con assistenti sociali e amministratori di sostegno e, sul fronte psicologico, con la psicoterapeuta Elena Cornacchione. È il tassello che completa un disegno pensato fin dall’inizio per affiancare all’aiuto materiale un sostegno alla persona nella sua interezza.
Il presidente Urbani sottolinea come il bisogno nei quartieri più esterni della città sia stato la molla iniziale per l’impegno dell’associazione: “Quando abbiamo cominciato, sapevamo che nelle periferie la domanda di assistenza superava di molto l’offerta. Adesso, dopo aver già assistito oltre duecento persone, possiamo dire che non ci eravamo sbagliati”, racconta Urbani. Il dato, raccontato con realismo, fotografa la presenza capillare dell’associazione nelle aree dove l’accesso ai servizi risulta spesso più complesso.
Servizi vicini ai bisogni
Le attività quotidiane coprono un ventaglio di esigenze ricorrenti. Il servizio comprende trasporto per visite e terapie, assistenza domiciliare mirata e momenti di ascolto e compagnia. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita di anziani e persone con disabilità, riducendo l’isolamento e sostenendo i percorsi di autonomia. La cura non riguarda soltanto gli aspetti pratici: l’associazione ha sviluppato interventi che integrano l’attenzione psicologica, partendo dalla consapevolezza che la fragilità raramente è solo fisica e richiede risposte coordinate sul piano emotivo e relazionale.
Nel corso del tempo, la struttura operativa si è irrobustita, senza perdere il radicamento locale. L’espansione in altri quartieri di Roma procede di pari passo con la costruzione di rapporti stabili con famiglie, professionisti e istituzioni territoriali. Le attività sono state orientate anche allo sviluppo di progetti dedicati agli anziani con patologie degenerative, con l’intento di dare continuità all’assistenza e di promuovere una maggiore sensibilità pubblica sui temi della terza età.
Il riconoscimento istituzionale
Il lavoro di rete ha prodotto ricadute concrete. Oggi, racconta Urbani, il nome dell’associazione circola tra gli sportelli sociali e i referenti di zona come riferimento per bisogni urgenti e ricorrenti. Un passaggio che il presidente descrive così: “oggi - spiega Urbani - è lo stesso Municipio V a suggerire il nostro nome a chi ha bisogno di assistenza”. Per una realtà senza scopo di lucro nata dal basso, l’indicazione diretta da parte degli uffici che raccolgono quotidianamente le richieste dei cittadini rappresenta un attestato di fiducia significativo.
Il contesto in cui l’associazione opera resta complesso. In città crescono le persone anziane, con disabilità o in condizione di fragilità, mentre le strutture capaci di una risposta capillare faticano a tenere il passo. È in questo spazio che Angeli senza Ali ha consolidato la propria identità: un presidio di prossimità che affianca gli utenti nel quotidiano, costruendo percorsi fatti di piccoli gesti e di accompagnamento costante.
Radici locali e prospettive
La sede operativa di via Forno Casale 46, a Settecamini, rimarca il legame con la zona Tiburtina, dove l’associazione ha avviato le prime collaborazioni e dove continua a intercettare bisogni in modo tempestivo. Dalle strade di Case Rosse alle comunità di Guidonia Montecelio, Setteville e Marco Simone, il percorso è stato segnato da un dialogo costante con il territorio e da una presenza operativa sempre più riconoscibile. La crescita, oggi, guarda ad altri quartieri di Roma, mantenendo al centro l’obiettivo di ascoltare e rispondere con puntualità alle esigenze delle persone.
Accanto alla gestione delle urgenze, l’associazione si pone il tema della sensibilizzazione pubblica sui temi dell’invecchiamento e della non autosufficienza. Informare, orientare e creare consapevolezza sono considerati strumenti indispensabili per migliorare l’accesso ai servizi e promuovere una cultura della prossimità. In questa cornice, il lavoro con gli operatori del sociale, gli amministratori di sostegno e i professionisti della salute mentale rappresenta un tassello essenziale per garantire interventi coerenti e continuativi.
Dal raccordo con i servizi del territorio alla presenza quotidiana accanto agli utenti, Angeli senza Ali ha strutturato un modello basato sulla relazione e sulla presenza, due leve che rendono possibile accompagnare, orientare e sostenere chi, in Municipio IV e Municipio V, vive situazioni di fragilità. Un impegno che, giorno dopo giorno, si traduce in un aiuto concreto, visibile nelle case, nelle strade e nelle strutture sanitarie del quadrante est della Capitale.