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Amatrice, cartella di pagamento da 43mila euro. Il sindaco: "Un incubo, è una persecuzione"

“Una vergogna, una persecuzione”. Così il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi si riferisce alla cartella di pagamento da 43mila euro recapitata al Comune per "sanzioni e interessi" legati al pagamento in ritardo delle ritenute Irpef di competenza del 2017, che l’amministrazione aveva pagato nel 2018 a causa delle difficoltà post terremoto. Infatti come noto il comune di Amatrice è stato devastato da un terremoto di sesto grado nella notte tra il 23 e il 24 agosto 2016. "Il Comune - ricorda il sindaco - aveva perso ogni cosa, non aveva neanche carta e penna, figuriamoci il collegamento telematico per controllare tali pagamenti".

Eppure i contributi vengono comunque pagati. In ritardo però, e così ecco che arriva la cartella da 43mila euro dovuti al ritardato pagamento delle ritenute Irpef di competenza del 2017 “versate a settembre 2018, con l’obbligo di affrettarci” aggiunge Cortellesi altrimenti le sanzioni sarebbero state più alte di un terzo. Non solo. Lo scorso febbraio l’Inps aveva chiesto al comune di Amatrice il pagamento di circa 40mila euro sempre per sanzioni e interessi su contributi risalenti al periodo del terremoto. “Tra Inps e Agenzia delle Entrate siamo arrivati a quota 90mila euro” denuncia il sindaco. Nonostante un fitto scambio epistolare con l’Inps nulla è cambiato. “Amatrice oltre ai danni del terremoto deve fronteggiare problematiche quotidiane per rialzarsi e ripartire. Morale della favola: un incubo per noi. E’ una vergogna e una persecuzione” conclude Cortellesi. (eg)