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Ama acquista terreni a Santa Palomba, Cgil: "Contrari al progetto termovalorizzatore qui"

Con un comunicato reso noto nelle scorse ore, Ama ha annunciato l’acquisto di alcuni terreni a Santa Palomba, quadrante sud di Roma, dove costruire impianti per lo smaltimento dei rifiuti della Capitale. Segnale, secondo alcuni, che proprio in quella zona verrà costruito il termovalorizzatore annunciato mesi fa dal sindaco Gualtieri.

Un’ipotesi che non piace alla Cgil Roma sud Pomezia Castelli, che protesta contro questa scelta: “L’acquisto da parte di Ama dei terreni collocati a Santa Palomba, ai confini con il territorio di Pomezia, è un preoccupante passo in avanti sul progetto del termovalorizzatore ed alla sua collocazione in questa area. Come Cgil abbiamo già espresso la nostra contrarietà nei confronti del progetto trattandosi di una tecnologia superata, che renderà l’impianto già obsoleto quando tra diversi anni sarà realizzato e messo in funzione”, fa sapere il sindacato.

Aggiunge la Cgil: “Una soluzione che non incentiva né la raccolta differenziata né l’economia circolare ed ha un impatto ambientale non trascurabile, tenuto conto anche delle dimensioni gigantesche – 600.000 tonnellate- del termovalizzatore. Inoltre, ci preoccupa e ci appare sbagliata la sua collocazione in una zona , nella estrema periferia romana, praticamente ai confini con i Comuni di Pomezia, Albano e Ardea. Un’area che è già stata penalizzata rispetto al tema dei rifiuti sia nel passato che recentemente dalla riapertura della discarica di Roncigliano ad Albano che si trova a poche centinaia dal presunto futuro impianti. Un territorio che necessita non di nuovi impianti bensì di bonifiche ambientali, pensiamo oltre a Roncigliano agli invasi di Valle Caia, le cui coperture sono state ulteriormente danneggiate dagli incendi di questa estate , o al sito dell’Ex Ecox ancora in attesa di risanamento”.

Conclude il sindacato: “Senza trascurare l’impatto sulla viabilità del quadrante, già insufficiente, basti pensare alla Pontina, di centinaia di camion ogni giorno per il trasporto dei rifiuti verso l’impianto. Siamo fermamente convinti che il futuro di questo distretto, che ha una radicata tradizione manifatturiera, importanti coltivazioni agricole ed anche aree di rilievo ambientale ed archeologico che possono essere sviluppate in chiave turistica, sia rispetto ai Castelli Romani che al Litorale, non può e non dovrà essere l’incenerimento dei rifiuti. Su questi temi ci auspichiamo che i diversi livelli istituzionali aprano il prima possibile un confronto con il territorio e costruire un modello di sviluppo condiviso ed ecosostenibile”.

G.